Spesa sanitaria e farmaci equivalenti: il modello Lombardia per liberare 250 milioni di euro
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Spesa sanitaria e farmaci equivalenti: il modello Lombardia per liberare 250 milioni di euro
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Se tutte le regioni italiane raggiungessero i livelli di prescrizione dei farmaci equivalenti della Lombardia, il Servizio Sanitario Nazionale libererebbe fino a 250 milioni di euro ogni anno da reinvestire in terapie innovative e assistenza territoriale.
In Lombardia il 43,5% delle confezioni rimborsate in classe A appartiene già alla categoria degli equivalenti, contro una media italiana ferma al 33,3%.
I dati emergono dall'analisi condotta da I-Com (Istituto per la Competitività) e promossa da Sandoz S.p.A., presentata a Milano durante un incontro istituzionale ospitato in Regione Lombardia, terza tappa di un confronto territoriale partito da Sicilia e Sardegna.
Cosa sono i farmaci equivalenti e perché convengono al sistema sanitario?
I farmaci equivalenti contengono lo stesso principio attivo, dosaggio e via di somministrazione del medicinale di riferimento a brevetto scaduto, garantendo identica efficacia clinica, sicurezza e tollerabilità. La concorrenza produttiva abbatte il prezzo d'acquisto, consentendo alla sanità pubblica di risparmiare risorse da destinare all'innovazione terapeutica e ai servizi socio-sanitari.
Il divario tra Nord e Sud riflette approcci programmatori differenti: mentre la Lombardia fissa da tempo obiettivi di spesa e target precisi per le strutture sanitarie locali, in molte altre aree d'Italia l'adozione resta al palo. Il traguardo successivo guarda agli standard medi europei, il cui aggancio permetterebbe un ulteriore alleggerimento della spesa farmaceutica.
L'ostacolo principale all'adozione diffusa non risiede nei requisiti regolatori, già ampiamente validati dagli enti preposti, bensì nei pregiudizi culturali e nell'influenza della comunicazione commerciale legata ai marchi storici.
La scarsa familiarità dei cittadini con il concetto di bioequivalenza genera dubbi infondati sulla qualità del prodotto. Superare queste resistenze richiede il coinvolgimento sinergico dei medici di medicina generale, delle farmacie territoriali e delle realtà del terzo settore che gestiscono strutture residenziali o diurne.
In una fase storica segnata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dalla crescente domanda di welfare, ottimizzare i costi dei trattamenti cronici libera budget per la presa in carico globale della persona.
Quando ti viene prescritto un farmaco, accetti subito la proposta del farmacista di passare al principio attivo equivalente o preferisci mantenere la confezione di marca che conosci già?
Interviste a: Thomas Osborn, Direttore Area Salute I-Com; Paolo Fedeli, Country Medical Head Sandoz Italia; Sara Santagostino, Rappresentante ANCI Lombardia - Dipartimento Welfare di Comunità.
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CAPITOLI
(00:00) - Spesa farmaceutica e ruolo dei generici
(00:35) - Lombardia capofila nei consumi di equivalenti
(01:14) - Potenziali risparmi per il Servizio Sanitario
(01:50) - Efficacia clinica e sicurezza degli equivalenti
(02:29) - Come la concorrenza libera risorse sanitarie
(03:15) - Disparità territoriali e disinformazione sui marchi
(03:52) - Coinvolgere medici di base, farmacie e terzo settore
(04:47) - Invecchiamento della popolazione e integrazione sociosanitaria