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Quando Cadde la Pioggia per 2 Milioni di Anni | Documentario per Addormentarsi

Pianeta Lento

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Quando Cadde la Pioggia per 2 Milioni di Anni | Documentario per Addormentarsi

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Pianeta Lento
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In questo viaggio ti accompagno nel Triassico superiore, circa 234 milioni di anni fa, per ricostruire l’Episodio Pluviale Carnico, protratto a impulsi fino a circa 232 milioni di anni fa. Non immaginiamo un acquazzone continuo su tutto il pianeta: sulla Pangea il clima era già caldo e stagionale, e le piogge aumentarono in modo diseguale, mentre alcune regioni divennero più aride. Seguiamo gli indizi lasciati nelle rocce: sedimenti continentali che raggiunsero i mari, cambiamenti nei pollini e nei minerali e variazioni del carbonio. Nelle Dolomiti e in altri luoghi, questi segnali mostrano come fiumi, laghi e ambienti costieri furono trasformati. La causa principale ci porta a Wrangellia, dove immense eruzioni vulcaniche avrebbero immesso carbonio nell’atmosfera e negli oceani. Il riscaldamento e le alterazioni della circolazione atmosferica intensificarono il ciclo dell’acqua; ripetuti impulsi resero la crisi più complessa di un’unica lunga stagione umida. Vediamo poi le conseguenze per gli ecosistemi: più erosione e nutrienti raggiunsero mari come la Tetide, dove sedimenti e scarsità di ossigeno misero sotto pressione alcune comunità. Sulla terraferma cambiò la vegetazione e molte specie dovettero adattarsi a habitat instabili. I dinosauri erano già presenti, ma spesso poco numerosi; le loro impronte diventano più comuni nelle successioni delle Dolomiti dopo la crisi. Il legame diretto fra piogge e loro espansione resta discusso, e varia da una regione all’altra. Nella Cina settentrionale, i depositi lacustri documentano impulsi ripetuti di umidità e alterazioni ambientali. Infine, seguiamo il progressivo ritorno verso condizioni più aride: l’erosione chimica e il seppellimento del carbonio contribuirono al riequilibrio del clima. Le piogge si attenuarono, ma gli ecosistemi non tornarono identici a prima: alcuni gruppi declinarono, altri ampliarono il proprio spazio, e i dinosauri continuarono a diversificarsi. Nel record marino emerge anche un ricambio della vita: la rassegna di Jacopo Dal Corso e colleghi su Science Advances collega il Carniano ai primi reef di coralli sclerattini e alla comparsa del plancton calcareo, minuscoli organismi che contribuirono a formare rocce. È uno dei segnali di una svolta verso ecosistemi marini più simili a quelli moderni, anche se le date precise di alcuni cambiamenti restano incerte.