DOLCENERA racconta la sua LECCE
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DOLCENERA racconta la sua LECCE
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Dolcenera è la seconda vincitrice di Sanremo che viene dalla provincia di Lecce. La prima fu tale Cinzia Corrado, da Supersano e vinse appena maggiorenne nel 1985. Ha continuato a lungo a fare serate in zona.
Dolcenera vince Sanremo nel 2003 con il brano inno dei giovani “SIAMO TUTTI Là FUORI”
Il suo 1° concerto in occasione della Festa del Santo Patrono SANT’ORONZO fu bellissimo….io c’ero!!!!!
La bellissima Manu Dolcenera ORGOGLIO del NOSTRO SALENTO racconta il suo amore per Lecce in PIAZZA SANT’ORONZO e si esibisce nel mitico locale ROAD 66 ("in un pub basta un po' di birra e musica per non sentirci soli mai")!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L’amore x la NOSTRA terra lo si sente tutto nelle esibizioni mozzafiato al BATTITI LIVE in cui è ospite immancabile e la sua musica può arrivare a tutti e nn solo ai suoi fans e lo ha trasmesso poche settimane fa durante il firmacopie alla Feltrinelli di Lecce x il suo bellissimo ultimo cd…….emozionatissima quando nel pubblico ha riconosciuto la sua Professoressa delle Superiori!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vivi a Firenze. Che rapporti hai con la tua terra, il Salento?
“La adoro, quando posso ci ritorno e ogni volta percepisco nell’aria che respiro un legame primordiale. Conosco le sue bellezze e le sue contraddizioni, ma anche letteratura e arte sconosciute, i personaggi. Adoro le poesie di Vittorio Bodini e il teatro di Carmelo Bene… Musicalmente, “Siamo tutti là fuori”, il brano con cui vinsi il Festival di Sanremo nel 2003, non era altro che una pizzica-pizzica salentina, e per questo portammo sul palco del teatro Ariston i tamburelli”.
Il Salento è il luogo in cui ho sviluppato le mie passioni. Ogni pomeriggio mio padre mi portava a lezioni di chitarra, clarinetto e tennis.
Non sei però tra quegli artisti che sbandierano le proprie origini a ogni piè sospinto… C’è un motivo?
“Non mi piace essere ruffiana, non mi piace strumentalizzare la mia gente o il Salento sol perché so, come tanti altri, che in tivù i salentini sono tra i piú attivi nei programmi con il televoto. Sto molto attenta a non sfruttare con facili campanilismi il sostegno economico della mia gente! Se una canzone é bella spero sempre che chi l’ascolti la sostenga e la diffonda, senza dover urlare in dialetto l’appartenenza ad una terra”.
L’avanzata dell’armata salentina praticamente l’ha inaugurata lei nel 2003, e senza neanche il passaggio da un talent.
«Sì, sono la caposcuola! Ma mi sento molto diversa sia da Emma che da Alessandra Amoroso».
Sotto quale aspetto?
«Nella scrittura dei brani mi sono sempre messa in discussione. Ai tempi dell’università - non sono diventata ingegnere per cinque esami - mia madre mi diceva: "perché non studi tra un concerto e l’altro?". Ma quel "tra" è il mio momento più difficile, intenso, quasi drammatico».
Cosa si prova guardando colleghi, anche di latitudine, che sono diventati famosi grazie ai talent show? Si ringrazia Iddio per la gavetta che si è fatta o si maledice la sorte per non essersi trovati nell’era di “Amici”?
“La gavetta non è parola dall’accezione negativa, perché é formativa: come dire, è ovvio che per scrivere un libro é meglio che tu ne abbia letti quanti più possibile, prima! La gavetta é il tuo percorso artistico e personale, che per lunghi tratti non passa e non deve passare davanti al grande pubblico, ma da sentieri nascosti e addirittura intimi. I talent sono un’opportunità che va sfruttata insomma solo come punto di partenza, un modo per creare un proprio percorso musicale. Non é un caso che molti ragazzi dei talent che non tracciano un percorso personale, poi, si perdano. Il successo é un elastico: con il talent é tirato al massimo, ma poi dopo il talent bisogna avere una propria cultura, una propria consapevolezza artistica, o almeno crearsela con il tempo”.
Parteciperesti mai a un talent come giudice?
“Non saprei. Forse no per quelli che hanno avuto già varie edizioni. Poi, se fare il giudice significa diventare un fenomeno da baraccone, credo proprio di no… Se fare il giudice significa invece avere la possibilità di scoprire artisti nuovi, con cui lavorare anche dopo la fine del programma con la scrittura di nuove canzoni, gli arrangiamenti e la produzione artistica, potrei anche farlo. Ci sono tanti ragazzi che mi scrivono per chiedermi di collaborare e di farsi produrre artisticamente, ma io sottolineo sempre l’importanza di aver scritto delle bellissime canzoni”.