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Periodico olivo 23 ottobre 2026

AIPO verona

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Periodico olivo 23 ottobre 2026

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Iscriversi al canale YouTube di Aipo per restare aggiornati - Periodico n 43 del 23 ottobre 2026 Fase fenologica: prosegue la raccolta delle olive e i frantoi sono pienamente operativi. Le cultivar precoci hanno ormai raggiunto la maturazione ottimale, mentre nelle varietà più tardive prosegue il naturale completamento dell'accumulo lipidico e l'evoluzione delle caratteristiche qualitative della drupa. Difesa fitosanitaria Mosca dell'olivo (Bactrocera oleae): l'attività del fitofago continua a ridursi gradualmente anche se rimangono condizioni climatiche ancora favorevoli a caurare infestazioni. Nelle aziende che non hanno ancora avviato la raccolta è opportuno proseguire il monitoraggio delle infestazioni attive e valutare attentamente l'opportunità di anticipare lo stacco delle olive qualora si registrino incrementi significativi del danno. Per gli oliveti la cui raccolta è programmata nelle prossime settimane rimangono disponibili, nel rispetto delle indicazioni di etichetta e dei tempi di carenza: Cyantraniliprole (Exirel® Bait) – carenza 7 giorni; Spinosad (esche proteiche- Spintor Fly) – carenza 7 giorni; Piretro naturale – carenza 1 giorno; Beauveria bassiana – impiegabile fino alla raccolta. In prossimità dello stacco delle olive la strategia più efficace rimane comunque la raccolta tempestiva delle partite a rischio. Patogeni fungini e interventi post-raccolta Le condizioni autunnali continuano a mantenere favorevole lo sviluppo di Occhio di pavone, Piombatura e Lebbra dell'olivo, soprattutto negli impianti più fitti, scarsamente ventilati o soggetti a prolungate bagnature fogliari. Con l'avanzare delle operazioni di raccolta si conferma l'importanza della difesa post-raccolta. Al termine delle operazioni è consigliabile programmare un trattamento rameico finalizzato alla protezione delle microferite provocate dagli attrezzi di raccolta e alla riduzione del rischio di infezioni fungine e batteriche. L'eventuale associazione con formulati contenenti zinco o con corroboranti quali il distillato di legno può contribuire a favorire la cicatrizzazione dei tessuti e il mantenimento della funzionalità vegetativa della pianta in vista della stagione successiva. Foglie e rametti nella massa delle olive: profumi, colore e rischi della raccolta meccanizzata Con l'avvio della campagna olearia 2026/2027, le operazioni di raccolta entrano nel vivo in tutti gli areali olivicoli italiani. L'impiego della meccanizzazione agevolata, dai tradizionali abbacchiatori e pettini elettromeccanici o pneumatici fino agli scuotitori e alle macchine semoventi, rappresenta ormai una scelta imprescindibile per contenere i costi e garantire una raccolta tempestiva. Queste tecnologie, tuttavia, comportano inevitabilmente il distacco di una quota variabile di foglie, piccioli e piccoli frammenti di rametti che finiscono nelle cassette o nei bins insieme alle olive. Se in passato la presenza di foglie era spesso associata all'idea di un prodotto fresco e appena raccolto, oggi la moderna tecnologia estrattiva e le conoscenze legate all'analisi sensoriale suggeriscono una valutazione più attenta. Quale impatto hanno realmente foglie e rametti sulla qualità dell'olio e sull'efficienza della lavorazione? L'effetto chimico e organolettico La presenza di materiale fogliare nella massa da molire può influenzare le caratteristiche dell'olio extra vergine, ma gli effetti dipendono soprattutto dalla quantità presente. Piccole quantità residue di foglie fresche generalmente non determinano effetti negativi apprezzabili e possono contribuire ad accentuare alcune sensazioni vegetali e verdi percepite nell'olio appena estratto. Durante la frangitura, i tessuti fogliari rilasciano pigmenti come clorofille e feofitine che conferiscono all'olio il caratteristico colore verde intenso tipico dei primi oli di campagna. Le foglie possono, inoltre, modificare il profilo aromatico complessivo dell'olio, accentuando alcune sensazioni vegetali. Occorre ricordare che le tipiche note positive di erba tagliata, carciofo e mandorla verde derivano principalmente dalle reazioni enzimatiche, che coinvolgono la drupa durante la frangitura e non dalla presenza delle foglie. Quando le foglie diventano troppe Quando la presenza di foglie e piccoli rametti diventa significativa, gli effetti indesiderati tendono a prevalere sui possibili benefici. Le foglie dell'olivo sono particolarmente ricche di composti fenolici, soprattutto oleuropeina e derivati correlati. La molitura di masse eccessivamente contaminate da materiale fogliare può determinare un aumento di composti fenolici provenienti dai tessuti vegetali, alterando l'equilibrio sensoriale dell'olio e accentuando amaro e astringenza. In questi casi il profilo organolettico può risultare meno armonico, con sensazioni vegetali più marcate, talvolta accompagnate da note legnose, poco gradevoli. tel. 045 8678260 @aipoverona Iscriversi al canale YouTube di Aipo per restare aggiornati -