Nuove prospettive diagnostiche per le allergie alimentari non-IgE mediate
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Nuove prospettive diagnostiche per le allergie alimentari non-IgE mediate
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L’allergia alimentare (AA) viene tradizionalmente associata a un meccanismo IgE-mediato, caratterizzato da una rapida comparsa dei sintomi dopo l’esposizione all’allergene e supportato da test diagnostici consolidati, sia sierologici sia cutanei. Più complessa è invece la gestione delle forme non-IgE mediate, nelle quali la sintomatologia può comparire anche molte ore dopo l’assunzione dell’alimento ed essere caratterizzata da manifestazioni gastrointestinali e sistemiche spesso aspecifiche.
Nel corso dell’evento Gastropediatria Sapienza 2026, svoltosi a Roma l’8 e 9 maggio, Salvatore Oliva (Sapienza Università di Roma) ha sottolineato come, nelle forme non-IgE mediate, la difficoltà diagnostica derivi non solo dall’assenza di biomarcatori validati e riproducibili, ma anche dalla natura sfumata dell’anamnesi e dei sintomi, che possono sovrapporsi a numerose altre condizioni cliniche.
Negli ultimi anni, tuttavia, le nuove tecniche endoscopiche stanno aprendo prospettive promettenti. La possibilità di osservare in tempo reale l’interazione tra alimento e barriera intestinale durante la gastroscopia potrebbe aiutare a identificare alimenti trigger e a personalizzare la dieta nei pazienti con sintomi avversi agli alimenti.
Domande:
0:00 Introduzione
0:10 Nelle diagnosi delle allergie alimentari pediatriche, quali problemi di accuratezza diagnostica presentano oggi i test tradizionali?
1:47 Quali nuove tecniche diagnostiche stanno cambiando l'approccio alle forme gastrointestinali non-IgE mediate?
3:18 Guardando ai prossimi anni, quali innovazioni potrebbero migliorare la diagnosi delle allergie alimentari?
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