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Abusi digitali nell’era del deepfake

Forensics Group Channel

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Abusi digitali nell’era del deepfake

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La diffusione illecita di immagini e video privati è un fenomeno purtroppo noto, ma oggi assume contorni nuovi e più inquietanti. Non parliamo più solo di "revenge porn" nella sua accezione classica: l'intelligenza artificiale ha aperto la strada a un fenomeno ancora più insidioso, quello dei deepfake — contenuti falsi ma visivamente indistinguibili dal vero, capaci di ritrarre chiunque in situazioni mai accadute. Viviamo in una società sempre più costruita attorno all'immagine: ci raccontiamo attraverso foto e video, la nostra identità digitale è spesso la prima — e a volte l'unica — cosa che gli altri conoscono di noi. In questo contesto, la manipolazione di un'immagine non è un semplice fastidio tecnologico: è un attacco diretto alla reputazione, alla dignità e, in molti casi, alla sicurezza psicologica della vittima. Il problema è duplice. Da un lato, la tecnologia per creare deepfake è sempre più accessibile, richiede competenze sempre minori e produce risultati sempre più credibili. Dall'altro, il diritto — che per sua natura si muove più lentamente della tecnica — è chiamato a inseguire un fenomeno che cambia forma di continuo, tra tutela della reputazione, protezione dei dati personali e repressione penale della condivisione non consensuale di contenuti intimi. In questo Forensics Caffè proveremo a rispondere a una domanda che riguarda tutti: qual è oggi l'impatto reale di questo fenomeno? Quali strumenti — legali, tecnici, culturali — abbiamo per riconoscerlo, contrastarlo e tutelare chi ne è vittima? E soprattutto: la nostra società è davvero pronta a distinguere il vero dal falso in un mondo dove vedere non basta più per credere? Giuseppe Cammaroto e Chiara Meluzzi ne hanno parlato con Marco Viola.