10/16 Sguardo D' Oriente
NEM351
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10/16 Sguardo D' Oriente
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NEM351
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[INTRO]
Non so se sia attrazione o dipendenza,
quando passa lei cambia la frequenza.
Non cerco una ragione, non cerco spiegazione,
ha quel tipo di presenza che altera la percezione.
Entra nella stanza, cambia prospettiva,
non cerca attenzione, eppure la cattura.
Non serve che sorrida, basta come osserva:
fa poco movimento, ma muove tutto il resto.
[STROFA 1]
Occhi a mandorla, taglio sottile,
faccia da angelo, carattere ostile.
Passo elegante, presenza letale,
sembra acqua ferma, ma nasconde il temporale.
Niente bambole chiuse dentro una vetrina,
voglio una donna sveglia, elegante e assassina.
Una che provoca senza alzare la voce,
ghiaccio sulla pelle, ma dentro brucia feroce.
Mi piace il contrasto tra classe e trasgressione,
tra un gesto controllato e una chiara intenzione.
Un mezzo sorriso, una pausa, uno sguardo,
e il mio autocontrollo comincia a fare tardi.
Preferisco chi risponde, chi rilancia, chi punge,
chi quando trova un limite lo sfiora e poi lo spinge.
Una che sa tenermi testa senza fare rumore,
che mette benzina dentro ogni conversazione.
Non conta la città, non conta la bandiera,
Seoul, Tokyo, Milano: conta la maniera.
Non è l'Oriente che mi manda fuori asse,
è quando una donna sa farmi perdere le staffe.
[RITORNELLO]
Ho un debole per quelle con lo sguardo d'Oriente,
fredde nel controllo, bollenti nella mente.
Belle sì, ma soprattutto imprevedibili,
sembrano innocenti, diventano ingestibili.
Occhi scuri, lingua affilata,
una frase ben piazzata vale più di una serata.
Se cerco una risposta, non voglio poesia:
una che accenda la stanza e spenga la mia ironia.
Ho un debole per quelle che non fanno rumore,
ma quando si avvicinano cambiano le regole.
Non voglio una che assecondi ogni follia,
voglio quella che mi sfida e poi mi porta via.
[STROFA 2]
Arriva e cambia subito la dinamica,
io che faccio il duro divento diplomatico.
Non è sottomissione, è semplice rispetto,
quando riconosco classe abbasso il volume e ascolto.
Mi piace la provocazione senza esagerare,
quel confine sottile tra sfidare e tentare.
Una cena diventa un duello di parole,
un bicchiere sul tavolo, la notte prende colore.
La distanza si accorcia, l'atmosfera si scalda,
la calma resta fuori mentre la tensione sale.
Un gesto quasi innocente, un effetto poco casto,
certe cose prendono fuoco anche senza contatto.
Un passo più vicino, un sorriso trattenuto,
quel modo di guardarmi che mi lascia già nudo.
Niente frasi esplicite, nessun bisogno di spiegare,
certe allusioni fanno molto più rumore del parlare.
Io non cerco una fantasia costruita dal desiderio,
voglio una donna vera, con carattere e criterio.
L'aspetto può colpire, ma la mente fa il danno:
se mi prendi anche lì, allora sì che sono nei guai.
[BRIDGE]
Non è una questione di pelle o provenienza,
è quella combinazione di cervello e presenza.
Una che sa tentarmi senza mai supplicare,
che lascia una porta aperta senza invitarmi a entrare.
Non deve fare scena, non deve dimostrare,
le basta un mezzo sorriso per farmi immaginare.
Il confine è sottile, la tentazione è precisa:
certe porte restano chiuse proprio perché fanno gola.
[RITORNELLO]
Ho un debole per quelle con lo sguardo d'Oriente,
fredde nel controllo, bollenti nella mente.
Belle sì, ma soprattutto imprevedibili,
sembrano innocenti, diventano ingestibili.
Occhi scuri, lingua affilata,
una frase ben piazzata vale più di una serata.
Non cerco una risposta confezionata a misura:
voglio quella che mi sfida e mantiene la tensione pura.
Ho un debole per quelle che non fanno rumore,
ma quando si avvicinano cambiano le regole.
Non voglio una che assecondi ogni follia,
voglio quella che mi sfida e poi mi porta via.
[OUTRO]
Chiamala preferenza, chiamala ossessione,
io la chiamo semplicemente una debolezza.
Non è il continente a farmi perdere la ragione,
è quando entra una donna
e sembra conoscere già la mia debolezza.