Dolci, farmaci e arsenico nel Medioevo | Beatrice Del Bo
Festival del Medioevo
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Dolci, farmaci e arsenico nel Medioevo | Beatrice Del Bo
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Nel Medioevo la spezieria non era soltanto una farmacia. Era anche drogheria, laboratorio e pasticceria: sugli stessi banchi potevano trovarsi pepe e zenzero, miele e cera, pigmenti, carta, medicinali e arsenico. Una varietà che smentisce l’immagine ordinata e uniforme costruita da molti allestimenti moderni.
In questa lezione tenuta durante l'evento "l’Università dei Rievocatori", progetto nato dalla collaborazione tra il Festival del Medioevo e l’Ente Corsa all’Anello, Beatrice Del Bo ricostruisce la vita materiale di spezierie e taverne attraverso dipinti, inventari e documenti processuali. Dai contenitori scelti in base alle proprietà delle sostanze alla triaca, il celebre antidoto composto da 72 ingredienti; dalla mandragola, capace di curare o uccidere secondo il dosaggio, ai casi di avvelenamento nascosti nei cibi preferiti delle vittime. E poi dolci, cerotti di cera, candele, bilance, mortai e merci destinate alle botteghe degli artisti.
L’ultima parte ci porta nella taverna medievale: non un ambiente uniforme di terracotta e tovaglie bianche, ma uno spazio affollato, con grandi tavoloni, recipienti di vetro, pani usati come piatti, animali e tariffe diverse per mangiare e dormire. Soprattutto, un luogo politico, nel quale il popolo si incontrava, discuteva e giudicava chi governava.
Un viaggio nelle botteghe medievali che mostra quanto il confine tra cura e pericolo, consumo e politica, quotidiano e potere fosse più sottile di quanto immaginiamo.
CAPITOLI
00:00 Spezieria e taverna: due mondi vicini
04:32 Dentro la spezieria medievale
08:53 Triaca: l’antidoto dei 72 ingredienti
10:01 Medici, bambini e pittori: i clienti inattesi
14:46 Spezie, dolci, cera e arsenico
24:59 Quando la cura può diventare veleno
28:31 Avvelenare attraverso il cibo
31:51 La taverna: tavola, ospitalità e politica