VONGOLE UN SETTORE IN GINOCCHIO DANNO AMBIENTALE, ECONOMICO E SOCIALE
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VONGOLE UN SETTORE IN GINOCCHIO - DANNO AMBIENTALE, ECONOMICO E SOCIALE
Chioggia, 24 giugno 2025 - Micaela Brombo
È da nove mesi che le vongolare dei Co.ge.vo di Chioggia e Venezia sono ferme, nove mesi che i pescatori di vongole non calano il ferro raccogliendo bivalvi. Il fondo del mare affacciato sulla costa veneta e friulana è una tavola desertica. Gli stessi droni subacquei non riescono a rilevare tracce di molluschi in vita.
Una catastrofe di cui Michele Boscolo Marchi, presidente Co.Ge.Vo Chioggia, non sa chi incolpare. Il giorno prima i vongolari stavano ragionando che sembrava essere un anno di buona produzione e il giorno dopo era tutto morto. Sia nel 2023 che nel 2024, ci sono state , a monte su fiumi che sfociano lungo la costa Veneta , importanti bombe d’acqua, che poi si sono riversate in mare portando acqua dolce e prodotti del dilavamento dei terreni. A ciò si è aggiunto il cambiamento climatico e altro. Qualsiasi siano i fattori il risultato finale non cambia: tabula rasa.
A distanza di nove mesi da quel primo ottobre ieri mattina i vongolari sono tornati in mare per fare un‘operazione di ossigenazione e monitoraggio nel tratto di mare antistante la spiaggia, e la delusione è ciò che hanno raccolto.
Avevano seminato, sostenuti dalla Regione Veneto circa 300mila euro di semina, che dovrebbe cominciare a svilupparsi, ma il risultato non sembra essere quello sperato.
Constata, con fastidio e rassegnazione, che i pescatori vengono sempre incolpati di qualsiasi cosa accada al mare, ma sono 9 mesi che qui il mare non si tocca, ma ciò non sta aiutando al ripopolamento. Fa notare invece che non solo le cozze mancano sulle briccole e i denti di cane non si vedono crescere, ma le stesse canocchie non vengono più pescate con le reti da posta, ma con più frequenza oltre le tre miglia. Tra l’altro evidenzia quanto cristallina e trasparente sia diventata l’acqua, e ciò sembra essere indice della mancanza di nutrimenti per la crescita dei molluschi. Serve quindi un confronto con le istituzioni che stanno monitorando le acque per verificare con i dati in loro possesso quali siano le caratteristiche .
Il problema per Marchi è non riuscire a interfacciarsi, non viene attivato un confronto, un atteggiamento frustrante in quanto, come presidente, deve rispondere a una parte di quei 163 vongolari che fanno riferimento a Chioggia, circa un’ottantina di barche .
or c’è un’economia bloccata e famiglie allo stremo. Padri di famiglia sull’orlo della disperazione, mutui che non andranno pagati. “Le barche costano anche stando all’ormeggio - ricorda Marchi - mille euro al mese per la gestione dell’azienda e non pescando andranno in deperimento”. La Regione Veneto aveva promesso un milione di euro, una sovvenzione che poi è stata dimezzata e che si è rivelata di gran lunga insufficiente. Che anche cominciasse a svilupparsi la risorsa, servono due anni prima che arrivi alla misura che può essere pescata - ricordiamo che la misura ora è in deroga e la deroga è in scadenza e non sembra esserci più nessun amministratore europeo che si sia preso a cuore la materia.
“Tra quanti anni potremo tornare a pescare - si chiede - come faremo fino allora privi di sostegni economici? Non abbiamo mai avuto sovvenzioni per il fermo pesca e questo tipo di pesca non è inclusa nei bandi Feamp”.
Ora più che mai c’è necessità di un confronto tra le istituzioni, soprattutto tenendo in considerazione il danno ambientale che si sta attuando e per valutare il danno economico e sociale che sta emergendo.
Troppi cambiamenti ha subito questo tratto di mare, dal mo.s.e., alla lunata, ai ripascimenti, alle soffolte. La costa è stata modificata.
La nostra pesca ha seguito una gestione fatta con criterio e attenzione, e ora siamo qua col cerino in mano ad attendere che qualcuno prenda in seria considerazione questo grave problema che prima di tutto è ambientale.