Sedici maledetti punti per fare l’Inter europea | UN CENTIMETRO ALLA VOLTA – Ep.265
Corriere della Sera
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Sedici maledetti punti per fare l’Inter europea | UN CENTIMETRO ALLA VOLTA – Ep.265
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Stasera nerazzurri impegnati in Champions League
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Stasera a San Siro l’Inter ricomincia daccapo la sua marcia nel girone di Champions League. La prima partenza è stata falsa soprattutto nel risultato, perché due gol praticamente regalati al Real Madrid le hanno impedito di portar via almeno un punto dal Bernabeu: quanto a gioco, l’avrebbe meritato. Siccome al terzo anno di girone unico l’esperienza comincia a contare qualcosa, sappiamo che i punti imprescindibili per qualificarsi tra le prime otto, e passare dunque direttamente agli ottavi evitando il playoff, sono almeno 16. È un traguardo importante che l’Inter si è posta: 16 maledetti punti perché nelle due stagioni precedenti l’Italia ha mandato al playoff di febbraio sei squadre, e cinque sono state eliminate. Soltanto l’Atalanta ha passato il barrage l’anno scorso grazie a una rimonta quasi miracolosa contro il Borussia Dortmund. La stessa Inter è uscita, e male - con due sconfitte - dal doppio match contro i norvegesi del Bodo. Viceversa l’anno prima, dopo essersi evitata lo sforzo supplementare di febbraio con un bel quarto posto nel girone, ha proseguito fino alla finale. Considerato che nessuna delle avversarie delle nostre squadre in questi due anni era di livello top, risulta evidente che febbraio, nella programmazione dei club italiani, sia il mese in cui la condizione latiti un po’, immagino in preparazione dello sprint finale di primavera.L’anno scorso l’Inter non andò comunque lontana dal piazzamento nelle prime otto: chiuse decima con 15 punti, frutto di quattro vittorie consecutive all’inizio e di una quinta a Dortmund all’ultimo turno. Si giocò la qualificazione diretta perdendo nei minuti di recupero in casa dell’Atletico, concedendo un rigore ingenuo al Liverpool e lasciandosi invece dominare dall’Arsenal a San Siro. Considerato l’ingorgo di squadre a quota 16, le sarebbe bastato un punto in più per arrivare quinta.Analizziamo ora il calendario che aspetta i campioni d’Italia. Le prossime quattro partite sono una striscia nella quale non si deve mollare niente, esattamente come l’anno scorso: stasera in casa c’è il Bruges, la settimana prossima sempre a San Siro arriva lo Shakhtar, prima della prossima pausa nazionali si va a trovare il Fejenoord e dopo c’è lo Stoccarda in casa. Dodici punti, da trasformare in 15 a fine gennaio, nell’ultimo turno, nello stadio di uno Slovan Bratislava che difficilmente quella sera sarà ancora in corsa per qualcosa. Se vogliamo essere realisti, sarà un’occasione per sistemare la differenza reti, dovesse servire. Resta un punto da mettere assieme fra sesto e settimo turno, trasferta a Dortmund e Liverpool a San Siro, come abbiamo visto due impegni presenti l’anno scorso. Fosse uscita dal Bernabeu con un pareggio, l’Inter sarebbe già molto avanti nel discorso.Al di là delle distrazioni di settembre, quando è partita più volte con due gol di handicap, la sensazione è che un anno di esperienza abbia permesso a Chivu di padroneggiare fino in fondo una squadra che di partenza sembra sempre uguale a se stessa, e invece ogni anno cambia perché i suoi giovani crescono - pensiamo a Bisseck o Pio Esposito - oppure perché agli innesti di mercato viene concesso il tempo per ambientarsi anche se il primo impatto non è esaltante, è il caso di Zielinski e di Diouf. In questo modo quello che ai tempi dello scudetto era un instant team costretto a cedere Hakimi e Lukaku, è diventato con Inzaghi e adesso Chivu una rosa da ciclo. La Champions sarebbe la consacrazione.
"Un centimetro alla volta": Paolo Condò fa il punto sui principali avvenimenti sportivi della settimana.
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