Reggio Emilia in bici 🚴♂️ Tour completo📍Dall'antico al moderno 🇮🇹
Via col Tubo
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Cari amici di VIACOLTUBO, sempre in sella vi porto con me alla scoperta di Reggio Emilia, attraversando la città da un capo all’altro e lasciandoci guidare dalle immagini della Insta360.
Parto da Corso Garibaldi entrando lentamente nel cuore storico di Reggio Emilia. Pedalando arrivo in Piazza Roversi, dove la prima protagonista del nostro viaggio è la Chiesa di Cristo.
Arrivo poi in Via Luigi Carlo Farini e, sulla sinistra, ecco comparire la Chiesa di San Giorgio, un’altra importante testimonianza della storia religiosa e architettonica di Reggio Emilia.
Continuo la mia pedalata e, dopo poco, entro sotto l’antica volta del passaggio coperto e, in pochi metri, lo sguardo si apre sulla splendida Piazza Camillo Prampolini, la storica Piazza Grande, cuore monumentale della città.
Davanti a me si innalza la Torre Civica dell’Orologio, che con i suoi circa 47 metri domina la piazza e sormonta il Palazzo del Monte.
Accanto, imponente, troviamo il Duomo, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, chiesa madre della diocesi di Reggio Emilia e uno degli edifici religiosi più importanti della città.
Dalla piazza imbocco il suggestivo Vicolo Broletto, uno degli antichi passaggi coperti del centro storico.
E in pochi istanti passo dalla Piazza Grande alla seconda grande piazza del centro: Piazza San Prospero, la cosiddetta Piazza Piccola.
E davanti ama la Basilica di San Prospero, dedicata al patrono della città.
Riparto e mi immetto sulla Via Emilia San Pietro, una delle arterie storiche che attraversano Reggio Emilia, seguendo il percorso che mi porta verso Piazza Martiri del 7 Luglio.
Di fronte alla fontana si innalza il Teatro Municipale Romolo Valli, uno degli edifici più rappresentativi della città e un vero punto di riferimento per la cultura e la tradizione teatrale di Reggio Emilia.
Sulla destra, incontro il Monumento ai Caduti della Guerra e della Resistenza, proprio all’ingresso del Parco del Popolo.
Riparto dal Parco del Popolo e raggiungo Piazza Gioberti, dove svetta l’imponente Obelisco, conosciuto affettuosamente dai reggiani come “la Guglia”.
Pedalando lungo il corso, tra gli edifici storici e i portici, arrivo davanti al Tempio della Beata Vergine della Ghiara, uno dei luoghi di culto più importanti e amati dai reggiani.
Attraverso il ponte sul Crostolo e, quasi senza accorgermene, il paesaggio cambia completamente.
Entro nel Parco del Crostolo, uno dei grandi spazi verdi della città, e qui la pedalata cambia ritmo.
E dopo circa sei chilometri di pedalata, finalmente arrivo alla mia prossima destinazione: la Reggia di Rivalta, conosciuta anche come Palazzo Ducale di Rivalta e, non a caso, come la “Piccola Versailles” emiliana.
La facciata appare davanti a me, circondata dal verde e da quello che rimane di un complesso che, un tempo, doveva essere molto più vasto e scenografico di quello che possiamo vedere oggi.
Oggi la Reggia e il suo grande parco raccontano una storia fatta di architettura, giardini, acqua e natura, ma anche una storia di trasformazioni, abbandono e recupero.
La prossima destinazione sarà completamente diversa.
E Dopo circa dodici chilometri, iniziano a comparire delle forme davvero particolari.
Sono le tre Vele di Calatrava.
Mi avvicino e passo sotto il primo ponte.
Da questa prospettiva la struttura appare ancora più imponente: linee curve, cemento e acciaio che si intrecciano creando un’architettura completamente diversa da tutto quello che abbiamo incontrato durante il percorso.
Continuo a pedalare fino ad arrivare al Ponte Centrale di Calatrava, l’unico dei tre dotato di una pista ciclabile laterale.
E qui comincia una delle parti più particolari del viaggio.
È una sensazione davvero strana pedalare su un’opera architettonica di queste dimensioni.
Per qualche istante non sembra quasi di essere su un ponte, ma dentro una gigantesca scultura contemporanea.
Dopo alcuni chilometri di pedalata, davanti a me compare finalmente la stazione AV Mediopadana, uno degli edifici contemporanei più riconoscibili di Reggio Emilia.
Già da lontano è impossibile non notarla.
La grande copertura ondulata si sviluppa per centinaia di metri e sembra quasi una gigantesca onda bianca appoggiata sul paesaggio.
La struttura cambia continuamente aspetto mentre mi muovo: le grandi curve della copertura si susseguono una dopo l’altra, creando una sorta di ritmo geometrico che accompagna tutto il percorso.
Da vicino le dimensioni diventano ancora più impressionanti.
La Mediopadana non è soltanto un luogo dove arrivano e partono i treni.
È diventata una vera e propria porta contemporanea di Reggio Emilia, un’architettura che riesce a trasformare una semplice infrastruttura ferroviaria in un elemento distintivo del paesaggio.
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