Settimana Santa Enna 2022 - IN COENA DOMINI
Settimana Santa Enna
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Settimana Santa Enna 2022 - IN COENA DOMINI
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Settimana Santa Enna
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La Settimana Santa ad Enna è costituita da una serie di processioni religiose derivanti da tradizioni secolari di origine spagnola che si svolgono annualmente nella città siciliana.
Culmine dei riti, la processione del Venerdì Santo, durante la quale sfilano circa 2.500 confrati incappucciati, che portano i fercoli di Gesù morto e della Madonna Addolorata, sulle note di diverse marce funebri.
Nella Settimana Santa
Intorno ancora la nebbia notturna.
Ancora nel mondo è così presto,
Che il cielo pullula di stelle
E ognuna, come il giorno, è luminosa,
E se solo la terra potesse,
Dormirebbe il giorno di Pasqua
Alla lettura del Salterio.
Ancora intorno la nebbia notturna.
Ancora è così presto nel mondo,
Che la piazza giace coricata
Come in eterno da tutti i lati,
E mille anni ancora la separano
Dall’alba e dal calore.
Ancora la terra è completamente nuda,
E di notte essa non ha niente
Per far oscillare le campane
E fare eco ai coristi dall’esterno.
E dal Giovedì Santo
Fino al Sabato Santo
L’acqua perfora le rive
E intesse mulinelli.
E il bosco è spoglio e scoperto,
E sulla Passione di Cristo,
Come folla in preghiera,
Veglia la turba dei tronchi di pino.
Ma in città, in un piccolo
Spazio, come a una riunione,
Gli alberi guardano muti
Le grate della chiesa.
E il loro sguardo è preso dal terrore.
E’ comprensibile il loro sgomento.
I giardini escono dai recinti,
Vacilla il sistema terrestre:
Seppelliscono Dio.
E c’è la luce nella porta regia,
E il nero manto, e la fila di candele,
Volti rigati dalle lacrime –
E a un tratto la processione viene
Incontro col lenzuolo tombale,
E due betulle presso la porta
Devono tirarsi da parte.
E il corteo gira intorno alla chiesa,
Riempie il marciapiede fino al bordo,
E porta dalla strada sul sagrato
La primavera, le ciarle primaverili
E l’aria che sa di prosfora
E di ebbrezza di primavera.
E marzo sparge la neve
Nell’atrio sulla folla degli storpi,
Come se qualcuno fosse uscito
Portando l’arca e l’avesse aperta
Distribuendola a tutti.
E il canto dura fino all’alba,
E, dopo aver tanto singhiozzato,
Giungono sommessi dall’interno
Nel luogo vuoto sotto i fanali
Il Salterio e l’Apostolo.
A mezzanotte taceranno la creatura e la carne,
Avendo udito la voce primaverile,
Che appena tornerà il sereno –
La morte si potrà sconfiggere
Con lo sforzo della resurrezione.