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Muggiò: Villa Casati Stampa

Ass. Culturale La Campagnola APS

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Muggiò: Villa Casati Stampa

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Ass. Culturale La Campagnola: Mama mia mi sun stufa Villa Casati Stampa, sede del Comune Non molti tra coloro che entrano ogni giorno negli uffici del Comune di Muggiò si soffermano a osservare le pareti che li circondano. Eppure Villa Casati Stampa, che dal dopoguerra ospita la sede municipale, è un edificio la cui storia affonda le radici nel Quattrocento e la cui trasformazione architettonica racconta le ambizioni, i viaggi e i sogni di una delle famiglie nobiliari più influenti della Brianza milanese. Le prime notizie certe della presenza dei Casati a Muggiò risalgono al 1400, quando questa ricca famiglia ghibellina milanese scelse il borgo come sede di una residenza di campagna. La struttura originaria, più sobria e funzionale, fu radicalmente trasformata per volere del conte Agostino Casati, che aveva viaggiato a Vienna e ne era rimasto profondamente colpito. Affascinato dalla grandiosità delle dimore imperiali asburgiche, decise di rimodellare la propria villa di Muggiò trasformandola in una vera e propria villa di delizia, secondo i canoni estetici che aveva ammirato nella capitale dell'impero. Un gesto che diceva molto di un'epoca in cui l'architettura era lo specchio della propria posizione nel mondo. Tra gli ospiti illustri che soggiornarono nella proprietà figura Carlo Porta, il grande poeta milanese vissuto tra il 1775 e il 1821, considerato il massimo rappresentante della letteratura in dialetto milanese. Porta era solito frequentare le ville della Brianza nei periodi di villeggiatura: il fatto che abbia soggiornato proprio qui conferisce a questi luoghi un'aura letteraria che pochi conoscono. Chissà quante delle sue osservazioni pungenti sulla società milanese del tempo presero forma passeggiando tra i giardini della villa. Il complesso architettonico comprende anche Palazzo Isimbardi, adiacente alla villa, realizzato nella seconda metà del Settecento con la caratteristica pianta a U e il portico a tre archi. Nella corte interna si apre il cosiddetto Palazzo Brusa, antico edificio che nei secoli ospitò laboratori artigianali e spazi per la bachicoltura — un frammento di economia rurale nascosto dentro un contesto nobiliare. Oggi, mentre il Comune prosegue nell'opera di valorizzazione e cura della villa, questo edificio continua a testimoniare come la storia di Muggiò non sia qualcosa di lontano e inaccessibile, ma viva concretamente negli spazi che i cittadini attraversano ogni giorno.