Ep. 84 – Se Dugin esulta mentre la rivolta pilotata dai social brucia l’Europa
Corriere della Sera
0:00 / 0:00
Ep. 84 – Se Dugin esulta mentre la rivolta pilotata dai social brucia l’Europa
2 756 просмотров · 3 дн. назад
Corriere della Sera
519 тыс. подписчиков
2 756 просмотров · 3 дн. назад
C'è un problema di contesto e un problema di pretesto
Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/esteri/ulti...
Aleksandr Dugin ci ha messo la faccia in un'intervista sul New York Times. Dugin è il Rasputin di Putin, l'ideologo, il filosofo, il cupo filosofo fascista che sta dietro all'imperialismo putiniano. Di fronte ai moti, alle devastazioni dei ragazzi nelle città occidentali, a Milano come a Parigi come a Marsiglia, si è congratulato; ma questi europei veramente vogliono pensare di fare la guerra con noi quando non riescono a garantirsi l'ordine pubblico a casa loro? Peskov, il portavoce di Putin, è stato più diplomatico ed è intervenuto compiacendosi - in qualche modo - dei disastri di casa nostra cioè dei grandi moti che ci sono stati in questi giorni e che - dalla Spagna alla Francia all'Italia - sembrano non risparmiare più le grandi città europee, sulla rottura del patto sociale di cui tanti ragazzi sono diventati una specie di alfieri, esponendosi e andando dritti allo scontro con la polizia, dritti alla devastazione di negozi e di proprietà private.Giorni e giorni molto difficili per tutti noi e per la tenuta delle democrazie liberali europee. Sicché uno pensa cioè ci sarà la manina russa ed è possibile perché naturalmente queste rivolte sono state fomentate, sono state costruite nei social. Tutti gli appuntamenti partono e passano attraverso TikTok e Instagram. E sappiamo che i social in Occidente sono profondamente permeati dai bot russi.C'è un problema di contesto e un problema di pretesto.Il problema di contesto va visto ed è a monte: queste manifestazioni, questa violenza, questa follia prepolitica perché ci sono scontri di piazza in cui non ci sono più né capi né organizzazioni e neanche parole d'ordine politiche ma soltanto la voglia di distruggere tutto. Tutto questo fa parte della fine del patto sociale: è l'epilogo di una storia che dura da vent'anni, che sta incrinando il rapporto tra le istituzioni e la cittadinanza. I ragazzi erano la base del grande iceberg del malessere sociale, quelli che in tutti questi anni hanno attraversato la pandemia, la scuola distrutta e le carenze dei professori, le aule che vanno a pezzi, l'ascensore sociale fermo, la mancanza di futuro: tutto questo grande agglomerato stava sott'acqua ed è venuto tutto fuori. Proprio adesso, soprattutto nei paesi europei, nelle democrazie europee dove si vota l'anno prossimo, Spagna, Francia e Italia.Ma il contesto precede chiaramente le eventuali infiltrazioni russe o di chi per la Russia voglia agire contro le nostre democrazie. Leggere contesto e pretesto tutto insieme è un grosso errore di prospettiva.
«L'ultima Fenice» è la rubrica di Goffredo Buccini che esplora il confronto epocale di questi anni tra democrazie e autocrazie: interviste e analisi, per scoprire il destino che attende la politica internazionale.
#russia #putin #politica