Il Relitto della NICOLE (Volgo-Balt 25) Litorale del Conero - Seconda Parte: Area di Prua
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Il Relitto della NICOLE (Volgo-Balt 25) Litorale del Conero - Seconda Parte: Area di Prua
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Assieme ai simpatici amici Federico, Giulia, Mattia dell'OCEANIS Diving Center di Porto Recanati, torniamo ad esplorare il relitto: questa volta ci recheremo nella zona di prua.
La storia della nave Nicole (originariamente Volgo-Balt 25) unisce la cantieristica fluviale sovietica e uno dei naufragi più noti della costa marchigiana, oggi trasformatosi in un paradiso biologico per i subacquei. La nave nacque all'interno della celebre classe Volgo-Balt (Progetto 791), una massiccia serie di unità da carico pesante di tipo "fiume-mare" (river-sea) concepite in epoca sovietica per navigare sia sui grandi fiumi russi (come il Volga) sia nei mari aperti limitrofi. Cantiere di produzione: Fu impostata e completata nel 1966 presso i cantieri navali russi sul fiume Volga (il registro navale identifica lo stabilimento di Astrakhan). Viene varata originariamente con il nome di Volgo-Balt 25.
Caratteristiche strutturali: Essendo un cargo fluviale, lo scafo era lungo circa 118-120 metri e largo 13, ma caratterizzato da un fondo piatto, un pescaggio ridotto e murate insolitamente basse. Questa conformazione la rendeva ottima per i canali interni, ma intrinsecamente instabile e vulnerabile di fronte a violente tempeste in mare aperto.
I passaggi di proprietà e il nome "Nicole"Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, la nave cambiò diverse gestioni commerciali e bandiere:Dal 1992 al 1997 mantenne il nome originale sotto la gestione di Cherepovets.Nel 1997 passò a San Pietroburgo.Nel 2001 fu ribattezzata brevemente Largo.Nel 2002 venne acquistata da una società con sede a Belize City, assumendo il nome definitivo di Nicole e navigando sotto bandiera del Belize.
Il naufragio sul litorale del ConeroIl destino della Nicole si compì nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 2003.La nave, proveniente dalla Turchia e diretta a Porto Marghera con un carico di circa 3.000 tonnellate di feldspato (un minerale industriale), venne sorpresa nel medio Adriatico da una violentissima mareggiata guidata da venti di bora (nord-est). Trovandosi in forte difficoltà, l'equipaggio inizialmente rifiutò il soccorso della Guardia Costiera italiana e tentò di avvicinarsi alla costa per cercare il ridosso naturale offerto dal promontorio del Monte Conero. La manovra si rivelò fatale: le onde imponenti scavalcarono facilmente le basse paratie della nave, allagando rapidamente le quattro grandi stive aperte. Appesantito dall'acqua, il mercantile colò a picco a circa 2 miglia al largo di Numana. Fortunatamente, l'intero equipaggio fu tratto in salvo.
Il relitto oggi: da pericolo a oasi sottomarina, proprio a causa della sua struttura fluviale a fondo piatto, la Nicole non si è ribaltata: si è adagiata sul fondale sabbioso-fangoso a circa 13-14 metri di profondità, restando perfettamente in assetto di navigazione (dritta e parallela alla costa). Inizialmente considerata una minaccia ecologica e un intralcio alla navigazione di cui era stata ordinata la rimozione, la nave è stata successivamente lasciata sul fondo. Nel corso degli anni la struttura è stata completamente colonizzata dalla flora e dalla fauna marina dell'Adriatico, trasformandosi in una straordinaria barriera artificiale (un reef naturale ricco di ippocampi, anemoni, nudibranchi e banchi di pesci) e diventando una delle mete più famose e accessibili d'Italia per le immersioni subacquee.