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Quattro porte, quarto posto. Davanti all'Alfa solo tre Ferrari

Veicoli Dimenticati | Storie in italiano

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Quattro porte, quarto posto. Davanti all'Alfa solo tre Ferrari

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Settembre 1963, Tour de France Automobile. Nella classe gran turismo arrivano tre Ferrari. Quarta, subito dietro di loro, c'è una berlina bianca a quattro porte con il montante centrale e le maniglie da automobile di famiglia. Si chiama Alfa Romeo Giulia TI Super, e nella propria categoria quella gara la vince. Non era un prototipo mascherato. Era una vera berlina, costruita al Portello in soli 501 esemplari, e di quei 501 soltanto due uscirono dalla fabbrica di un colore diverso dal bianco: una rossa e una grigia. In questo video raccontiamo perché l'Alfa Romeo costruì una macchina da corsa e fu costretta a chiamarla berlina di serie. Perché le tolsero i fari interni e circa 90 chilogrammi di peso. Perché il regolamento chiedeva 500 esemplari e al Portello ne fecero 501, uno in più. E soprattutto perché quest'arma non finì alla squadra ufficiale, ma nelle mani di privati che se la pagavano da soli, e che con lei vinsero in Europa, in Australia e in Sud America. C'è anche un dettaglio che oggi qualsiasi appassionato italiano riconosce al volo: la TI Super fu la prima automobile di serie a lasciare la fabbrica con il quadrifoglio verde sui parafanghi. Il simbolo che oggi trovate sulle Alfa più veloci in concessionaria è nato su una berlina bianca a quattro porte. 1570 cm³, 112 cavalli a 6500 giri, 189 km/h, pannelli in alluminio, ruote in magnesio, due Weber 45 DCOE. Nel 1963, su una quattro porte di famiglia. Oggi è la Giulia più rara e più falsificata del mondo. Se la storia vi piace, lasciate un mi piace, scrivete nei commenti quale secondo voi fu la mossa più furba dell'Alfa Romeo, e iscrivetevi al canale per le prossime storie dimenticate. Videomateriali tratti dai canali YouTube @AutoDigestTV e @Matteo_Licata