Rito dell'Inchinata sulla vetta più elevata della Provincia di Roma.
Paolo Schiavella
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Guadagnolo, frazione montana di Capranica Prenestina (Rm): rinnovato, domenica 23 agosto 2026, il rituale rito dell'Inchinata tra la Vergine Maria ed il Figlio, il Salvatore. Un rito che rispetto agli altri dell'area tiburtina e della valle dell'Aniene si tiene la domenica successiva all'Assunta. Nelle altre comunità di fedeli tale rito si svolge la sera della Vigilia del 15 agosto. Nella ritualità tradizionale, il Salvatore una settimana prima viene portato al santuario della Mentorella e, come detto, la domenica dopo l'Assunta riportato solennemente nella chiesa parrocchiale di San Giacomo a Guadagnolo, non prima di essere stato accolto e salutato tre volte al Cisternone, ampio spazio all'imbocco della strada per la Mentorella. Dopodichè tutte e due le sacre Immagini vengono riportate a Guadagnolo per la visita nell'antico centro storico, dove avviene una seconda inchinata nella piazza principale, prima di rientrare a San Giacomo.
Una ritualità alquanto diversa dalle altre inchinate, ma segno della particolarità di Guadagnolo, la cui storia risale ad oltre mille anni fa, quando il castello fu fondato con ogni probabilità dai Longobardi, dopo la sconfitta e cacciata dei Saraceni dalla valle dello Giovenzano.
Nei testi medievali come l'archivio storico dei Colonna il sito dell'attuale Monte Guadagnolo, dove vi sono i resti di un castello, viene definito "Monte Manno" e "Castel Manno", il quale nel XII e XIII secolo dopo Cristo risulta possesso colonnese. ll termine Guadagnolo appare a partire dal Quattrocento ed addirittura qualche secolo dopo si ebbe un ducato di Guadagnolo. Per secoli fu una comunità indipendente e solo nel 1826 fu unita a Poli, anche se i conti di Poli vi ebbero precedentemente molta influenza. Dal 1920 Guadagnolo è diventato una frazione montana di Capranica Prenestina.
Sull'altro versante, quello dell'abbazia benedettina di Subiaco e del suo territorio le fonti fanno riferimento solo alla vicinissima cima su cui si erge il santuario della Mentorella definendola "Vultuella, Vulturella, Vulturello o Monte della Mentorella". Segno che tra Monte Guadagnolo e Monte della Mentorella correva un confine agli antichi abitanti ben conosciuto. Non sembra un caso, quindi, che l'Inchinata si svolga al Cisternone, proprio su questo antichissimo confine.
Paolo Schiavella