Molfetta: Le Confraternite e la Settimana Santa https://mybook.to/Yb1m
Mario Capurso
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Le confraternite di Molfetta e i riti della Settimana Santa rappresentano il cuore pulsante dell'identità cittadina, fondendo secoli di storia, spiritualità e arte in una tradizione che richiama ogni anno migliaia di fedeli, inclusi molti emigrati che tornano appositamente per l'occasione.
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Le Confraternite: Storia e Funzione
• Origini e Sviluppo: Nate nel Medioevo come aggregazioni laiche per scopi di mutuo soccorso e carità, le confraternite ebbero la loro massima fioritura tra il XVI e XVII secolo, durante la Controriforma. In questo periodo la Chiesa le incentivò per rinvigorire la fede popolare, portando alla sostituzione delle sacre rappresentazioni con figuranti umani con i celebri simulacri in legno e cartapesta.
• La Crisi e la Resistenza: Nella seconda metà dell'Ottocento, le leggi dello Stato unitario privarono i sodalizi dei loro beni e del loro ruolo di "welfare locale". Per sopravvivere, le confraternite si rifugiarono quasi esclusivamente nella sfera della pietà popolare, rendendo le processioni della Settimana Santa il fulcro della loro resistenza culturale e religiosa.
• Legame con l'Emigrazione: Nel dopoguerra, le confraternite sono diventate il cordone ombelicale tra i molfettesi all'estero (specialmente negli USA e in Australia) e la terra natia, con la nascita di comitati che replicano i culti cittadini oltreoceano.
Le Principali Arciconfraternite e i loro Riti
• Arciconfraternita di Santo Stefano (dal "Sacco Rosso"): Ha sede nella chiesa sul porto e si distingue per la mozzetta rossa. Gestisce la solenne Processione dei Cinque Misteri il Venerdì Santo, che esce alle 3:30 del mattino con statue lignee del XVII secolo raffiguranti i momenti della Passione.
• Arciconfraternita della Morte (dal "Sacco Nero"): Con sede nella Chiesa del Purgatorio, i confratelli indossano un camice bianco coperto da un sacco nero. Questo sodalizio cura la processione della Croce (nella notte del Mercoledì delle Ceneri), quella della Vergine Addolorata (il Venerdì di Passione) e la maestosa Processione della Pietà il Sabato Santo.
La Settimana Santa: Momenti Chiave
1. Venerdì di Passione: La statua dell'Addolorata (opera del 1791 di Antonio Brudaglio) attraversa la città fino a tarda notte; si tratta di un "manichino da vestire" con abiti in velluto nero ricamati in oro.
2. Domenica delle Palme: Si tiene la "Bussola", ovvero il sorteggio dei confratelli portatori, un momento di altissima tensione emotiva per l'onore che deriva dal portare a spalla le statue.
3. Venerdì Santo (Cinque Misteri): Sfilano cinque statue lignee caratterizzate da un forte realismo barocco, portate con il tipico passo lento e cullato detto "annacata".
4. Sabato Santo (La Pietà): Sfilano sette statue in cartapesta realizzate dallo scultore Giulio Cozzoli nella prima metà del '900. Il capolavoro assoluto è la Pietà (1953), dove la Vergine è raffigurata come una madre giovane e senza tempo, simbolo del dolore dell'intera città.
L'Elemento Musicale
Un ruolo fondamentale è svolto dalle marce funebri molfettesi, composte tra l'Ottocento e il Novecento da musicisti locali come Vincenzo Valente e Saverio Calò. Le loro melodie struggenti scandiscono fedelmente il passo dei portatori, rendendo l'atmosfera delle processioni unica nel panorama dei riti pasquali italiani.