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PIRAMIDI, ma chi le ha costruite davvero? 😱 La risposta che potrebbe sorprenderti

La Fisica Che Ci Piace

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PIRAMIDI, ma chi le ha costruite davvero? 😱 La risposta che potrebbe sorprenderti

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Miei lovv, approfondite qui: https://www.nature.com/articles/s4324... Ho chiesto all'intelligenza artificiale come gli Egiziani abbiano costruito le piramidi e la risposta vi sconvolgerà. Cioè: chi ha costruito le piramidi? Come ha fatto? Sapete che la risposta più vicina alla verità è: boh? Però attenzione: a noi non piace il "boh" e, in un mondo in cui nessuno si stupisce più di nulla, è giusto riprendere a stupirci, guardando cose costruite dall'uomo che la Fisica non riesce ancora a spiegare completamente. E le piramidi, in particolare la piramide di Cheope, sono tra le cose più assurde mai realizzate dall'uomo. Ma davvero dall'uomo? L'unica delle Sette Meraviglie del mondo antico ancora esistente, costruita circa 4.500-4.600 anni fa, alta circa 140 metri, con blocchi che pesano mediamente circa 2,5 tonnellate, 2.500 chili. In totale sono stati utilizzati circa 2,3 milioni di blocchi. Ragazzi, 2,3 milioni di blocchi per costruire una piramide. Ora, attenzione, perché qui viene il bello. Le stime più diffuse dicono che la costruzione della piramide di Cheope sia durata circa vent'anni, con giornate di lavoro di circa 16 ore. Ma perché proprio vent'anni? Perché, guarda caso, questa durata coincide più o meno con quella del regno del faraone Cheope. Altri studi parlano di 25-30 anni, ma non ci siamo. Ma per niente proprio. Sapete perché? Facendo due conti, anche nel caso di tempi più lunghi, facciamo 30 anni, va, viene fuori un dato che ci lascia senza parole. Ogni blocco da 2,5 tonnellate dovrebbe essere estratto, trasportato, sollevato e posizionato in un tempo compreso tra uno e tre minuti. Ma come si fa? Allora, nel corso degli anni, si sono sviluppate le teorie più strane: città perdute, conoscenze superiori, entità più intelligenti. Sono nate le teorie più strane per cercare di capire come fossero state costruite queste piramidi. Si è arrivati addirittura al complotto, agli alieni. E allora mi sono chiesto: dato che siamo nell'era dell'intelligenza artificiale, se provassimo a chiedere proprio a lei che risposte ci darebbe? Ed è quello che ho fatto. Benvenuti a una nuova puntata della Fisica di Sera. In questa puntata vi mostrerò tre risposte dell'intelligenza artificiale che vanno oltre quello che avremmo mai potuto immaginare, che superano i limiti degli studi tradizionali, diciamo, e che proveremo, usando la Fisica, a giustificare oppure a smontare. E prima di iniziare, fatemi dire che l'ultima risposta dell'AI è davvero sconvolgente. Allora, attenzione. Risposta numero uno: gli alieni. Ci troviamo di fronte a un'opera troppo grande, troppo precisa, troppo avanzata per essere stata realizzata da uomini di 4.500 anni fa. E così entra in gioco l'aiuto esterno: una civiltà più intelligente, più avanzata, arrivata dallo spazio. Questa teoria viene spesso rafforzata anche da alcuni geroglifici che sembrerebbero raffigurare persone non umane, oggetti volanti, esseri con teste allungate. Ma questa teoria nasce più da una difficoltà psicologica che da una prova reale. Cioè: quando qualcosa ci sembra troppo difficile da spiegare, la nostra mente cerca cause ancora più grandi. Ma la Fisica ci dice: uno, come sarebbero arrivati gli alieni sulla Terra? Due, quali tracce avrebbero lasciato? La nostra galassia, la Via Lattea, è davvero enorme. Si parla di milioni di mondi potenzialmente abitabili, ma con un grosso problema: sono davvero molto lontani da noi. E, con le nostre tecnologie, non possiamo pensare di raggiungere neanche uno di questi altri mondi in tempi compatibili con la nostra vita. Ma magari esistono civiltà aliene tecnologicamente, che ne so, super avanzate, che non solo possono viaggiare sfruttando qualcosa che ancora non conosciamo, ma che possono anche spostarsi, magari, attraverso lo spazio-tempo, sfruttando concetti che la Fisica ha già introdotto teoricamente, come, ad esempio, i wormhole. Ma le tracce aliene? Secondo la Fisica, qualunque civiltà tecnologicamente avanzata, anche se intervenisse solo in parte nella costruzione delle piramidi, dovrebbe lasciare dei segni: strumenti strani, materiali sconosciuti, fonti energetiche anomale, strutture incompatibili con l'epoca. E invece, a Giza, troviamo ciò che ci aspetteremmo da un grande cantiere antico: calcare locale, utensili in rame, legno, cave, rampe.