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Da Impero N.1 dei Modellini in Italia a Rovina: Fabbrica Bburago, Burago di Molgora

Industrie Perdute

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Da Impero N.1 dei Modellini in Italia a Rovina: Fabbrica Bburago, Burago di Molgora

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Da Impero N.1 dei Modellini in Italia a Rovina: Fabbrica Bburago, Burago di Molgora Nel cuore della Brianza lombarda, sorgeva un impero in miniatura — ma la grandezza di ciò che produceva era tutt'altro che piccola. La fabbrica Bburago di Burago di Molgora era molto più di uno stabilimento industriale: era un simbolo di orgoglio nazionale, il luogo dove nascevano quelle Ferrari e quegli Alfa Romeo in scala 1:18 che campeggiavano sulle mensole di ogni ragazzo e ogni padre italiano degli anni Settanta, Ottanta e Novanta. Erano modellini italiani, costruiti in Italia, con una cura e una precisione che il mondo intero ci invidiava. Bburago non vendeva semplici giocattoli — vendeva un pezzo dell'anima automobilistica italiana, fusa nell'alluminio e verniciata di rosso Ferrari. Ma nel 2005, quell'impero crollò. Il fallimento della Bburago aprì le porte a ciò che molti temevano: l'acquisizione fulminea da parte del colosso cinese Maisto, che non aveva alcun interesse a preservare la storia o l'artigianalità del marchio. Lo storico stabilimento lombardo fu svuotato, smantellato e abbandonato, mentre la produzione veniva trasferita in Cina con la fredda efficienza di chi vede nei numeri l'unica verità. Decenni di know-how italiano, di maestranze specializzate, di un'eccellenza costruita pezzo dopo pezzo — tutto dissolto in nome della globalizzazione e del profitto a basso costo. Questa è la storia di come un gioiello dell'industria italiana è stato sacrificato sull'altare della delocalizzazione, di come un marchio che apparteneva alla memoria collettiva di un'intera nazione è finito in mani straniere senza che nessuno potesse fermarlo — e di cosa ci dice, quella resa silenziosa, sulla morte lenta del made in Italy che conta davvero.