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Molfetta e l’Archeologia Industriale

Mario Capurso

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Molfetta e l’Archeologia Industriale

13 просмотров · 10 дней назад
Mario Capurso
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L'archeologia industriale a Molfetta racconta la secolare trasformazione economica della città, segnando il passaggio dall'estrazione mineraria settecentesca alle infrastrutture olearie, fino al decollo manifatturiero e navale dell'Ottocento. https://mybook.to/Yb1m 1. La Reale Nitriera del Pulo (XVIII secolo) Il primo e più singolare esempio di archeologia industriale del territorio sorge all'interno della dolina carsica del Pulo: • La scoperta del salnitro: Nel 1783, il naturalista molfettese Giuseppe Maria Giovene scoprì sulle pareti delle grotte del Pulo abbondanti efflorescenze di salnitro (nitrato di potassio), materia prima indispensabile per la fabbricazione della polvere da sparo. • Lo stabilimento borbonico: Nel 1784 il re Ferdinando IV di Borbone autorizzò la costruzione della Reale Nitriera. Sul fondo della dolina venne realizzato un impianto con opifici. • La "Grande Specchia": Per stoccare le pietre e i detriti di scarto del processo di lavaggio, gli operai innalzarono un enorme cumulo delimitato da muretti a secco dotato di una scalinata esterna, tuttora conservato. • Visita Reale: L'importanza strategica del sito fu tale che nel 1790 ricevette la visita ufficiale del re Ferdinando IV e della regina Maria Carolina. 2. I Trappeti Ipogei e la Filiera dell'Olio Lampante Tra il XVII e il XVIII secolo, Molfetta divenne un polo d'esportazione strategico dell'olio lampante, destinato all'illuminazione delle metropoli europee e ai saponifici di Marsiglia: • I Frantoi Ipogei: La spremitura delle olive avveniva in decine di frantoi scavati nel banco calcareo sotterraneo. L'ambiente ipogeo manteneva una temperatura costante (15-18 °C), impedendo al liquido di congelare durante l'inverno. Nel Catasto Onciario del 1750 si contavano oltre 52 trappeti attivi. • Magazzini e Cisterne (Pile): Lungo la Banchina Seminario sono ancora ben visibili i grandi portoni ad arco dei magazzini oleari dell'Ottocento. I locali terranei ospitavano al loro interno ampie cisterne calcaree interrate (chiamate pile) usate per la chiarificazione e decantazione dell'olio prima dell'imbarco. 3. I Cantieri Navali e lo Scalo d'Alaggio (1880) L'esigenza di trasportare le merci via mare alimentò una fiorente industria cantieristica gestita dai maestri d'ascia: • Lo Scalo d'Alaggio: Progettato nel 1880 dall'ingegnere Corrado de Judicibus presso la Spiaggia della Maddalena, rappresentò un'importante innovazione infrastrutturale che permise di industrializzare la costruzione e la manutenzione delle imbarcazioni, arrivando a impiegare oltre 300 addetti. • L'Indotto Portuale: Lungo la Banchina San Domenico sorsero officine meccaniche per la forgiatura delle ancore, corderie e magazzini per la lavorazione delle doghe e delle botti in legno. 4. La "Manchester del Sud" Nella seconda metà dell'Ottocento, il completamento dell'ampliamento borbonico del porto (1853) e l'arrivo della ferrovia favorirono una rapida conversione industriale: • L'Espansione Agroindustriale: Molfetta guadagnò il soprannome di "Manchester del Sud" grazie al fiorire di stabilimenti molitori e pastifici a vapore (come il complesso Azzollini o l'ex Cementificio De Gennaro). • Caratteri Architettonici: Questi opifici sono caratterizzati da uno stile severo in pietra calcarea e laterizio, con ampie aperture ad arco per l'illuminazione dei macchinari e alte ciminiere in muratura per lo scarico dei fumi delle caldaie a vapore. Molini e Pastifici La produzione molitoria rappresentò il vero motore trainante dell'economia cittadina, favorito dal continuo afflusso di grano duro dal Tavoliere e dall'importazione via mare. • Molino e Pastificio Azzollini: Uno dei complessi più imponenti dell'epoca, dotato di impianti a vapore all'avanguardia per la macinazione e la produzione di pasta destinata all'esportazione. • Molino Silvestri: Altro pilastro dell'industria trasformativa alimentare, simbolo della modernizzazione dei processi di lavorazione dei cereali. Saponifici e Industrie Olearie Strettamente legati alla vocazione olivicola del territorio, i saponifici sfruttavano le sansa e gli oli di scarto per la produzione su scala industriale. • Saponificio L'Abbate e Saponificio Lupis: Realtà che portarono i prodotti molfettesi sui mercati nazionali ed esteri. Fabbriche di Botti e Cantine Vinicole Per supportare l'esportazione massiccia di vino e olio nacque una fiorente industria della cooperia. • Le stabilizzazioni per la produzione di botti e i grandi stabilimenti vinicoli definirono l'area a ridosso dello scalo ferroviario e del porto. 5. Evoluzione Contemporanea Nel corso del Novecento, mentre i settori manifatturieri tradizionali legati al legno e alla molitura sono progressivamente entrati in crisi, il baricentro industriale si è spostato verso l'entroterra con la creazione dell'area ASI (operativa dagli anni '90) e delle zone PIP, riconvertendo la vocazione cittadina verso la logistica e la manifattura ad alta tecnologia.