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Quei Bravi Ragazzi del Mundial 1982

Bar5C.

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Quei Bravi Ragazzi del Mundial 1982

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La gioia più grande è quella che non era attesa. (Sofocle) Accetta ciò che è, lascia andare ciò che era e abbi fiducia in ciò che sarà. (Proverbio Tibetano) Il tempo è un'illusione. Un fantasma creato in parte dai nostri cinque sensi. « Ieri », « oggi » e « domani » sono fusi in un'unica, indivisa realtà. A livello concettuale tutto ciò è sicuramente affascinante, eppure, per qualche misteriosa ragione, non siamo capaci di rivivere i momenti memorabili di ieri; ci manca la capacità di prevedere gli eventi di domani... e spesso ci barcameniamo a stento perfino nel presente. Il tempo, dunque, si rivela un'illusione di grande effetto. Il tempo è la distanza tra la causa e l'effetto. I tempo è lo spazio tra un atto e le sue ripercussioni, tra un crimine e le sue conseguenze, tra un ingiustizia subita e un improvvisa felicità. Ma spetta a ciascun individuo imparare a poco a poco queste lezioni perché il tempo ci fa dono del bene più prezioso in assoluto: Il libero arbitrio. (Yehuda Berg) "Paolo Rossi è la storia di un ragazzo che ha sfidato la sorte fino a diventare leggenda, realizzando il suo sogno di bambino e scrivendo pagine immortali di storia del calcio universale. Ha subito una grande ingiustizia nella sua vita, è stato squalificato (pur essendo innocente) per due anni quando era all'apice della sua carriera. La convocazione ai Mondiali di Spagna è stata meditata e voluta da Enzo Bearzot sfidando tutto e tutti dimostrando di avere ragione. «Il primo gol contro il Brasile, lo ricordo come il migliore della mia vita. Non ebbi il tempo di pensare a nulla: mi sentivo come se fossi stato liberato. È incredibile quanto un episodio possa radicalmente cambiarti: niente più blocchi mentali né fisici. Dopo quel gol, tutto è venuto naturalmente». «Eravamo campioni del mondo. Mentre il gruppo correva festoso nel Bernabeu, ho fatto solo un mezzo giro di campo con i miei compagni, ero distrutto. "Mi sedetti su un tabellone a guardare la gente entusiasta, mi emozionai. Ma dentro, ho sentito un pizzico di amarezza. Ho pensato: “Fermate il tempo, non può essere già finita, non vivrò più certi momenti”. E capii che la felicità, quella vera, dura solo attimi“. È il Mondiale di un’Italia che voleva riabilitarsi, quello che a differenza di molti altri Mondiali (prima e dopo) è diventato mito: ci sono persone che da quell’11 luglio 1982 incontrano per strada Paolo e si inginocchiano, lo baciano, lo toccano, lo ringraziano per quello che ha fatto. Per la gioia regalata, per le emozioni condivise, per la felicità di una vittoria epica. Lo abbracciano, chiedono una stretta di mano, una foto ricordo, un autografo. Molte lettere continuano ad arrivare da ogni Paese. Tutto questo da anni, quotidianamente, in memoria di quel Mondiale, come se il tempo si fosse fermato, come se la gente avesse ancora bisogno di sognare. E di credere nelle imprese solo apparentemente impossibili."