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Tosti: Consolazione - Duo Taccagni - Carnevali

GiacomoCarnevali_pianist

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Tosti: Consolazione - Duo Taccagni - Carnevali

546 просмотров · 3 года назад
GiacomoCarnevali_pianist
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Mezzosoprano: Giulia Taccagni Pianoforte: Giacomo Carnevali Consolazione (1916) Musica: Francesco Paolo Tosti (1846-1916) Testo: Gabriele D’Annunzio (1863-1938) Quello tra Tosti, cantante, compositore e insegnante di canto di Margherita di Savoia, e il suo conterraneo D’Annunzio, fu un sodalizio prolifico e determinante per la musica da camera italiana. Dall’unione delle loro penne nacquero infatti pagine celeberrime come “Quattro canzoni di Amaranta”, “‘A vucchella”, “La sera” e, tra gli ultimi lavori del compositore, “Consolazione”. In questo ciclo di otto brevi quadri da gusto quasi miniaturistico, il poeta dipinge il ritorno alla casa natia e l’incontro, dopo lungo tempo, con la vecchia madre: presenza che, da reale, scolora piano piano nel sogno. È il poeta che consola la madre dalle asprezze della vecchiaia, o forse sono i ricordi nascosti tra le tende e nel vecchio cembalo a consolarlo dalla morte della persona cara: la musica sottolinea delicatamente i versi dannunziani, con trovate ai limiti del madrigalismo - gli accordi vuoti del cembalo, la melodia infantile dei rimproveri del poeta - e slanci lirici, quasi operistici, dell’invito a sognare. 1. Non pianger più. Torna il diletto figlio [00:00] Non pianger più. Torna il diletto figlio a la tua casa. È stanco di mentire. Vieni; usciamo. Tempo è di rifiorire. Troppo sei bianca: il volto è quasi un giglio. Vieni; usciamo. Il giardino abbandonato serba ancóra per noi qualche sentiero. Ti dirò come sia dolce il mistero che vela certe cose del passato. 2. Ancóra qualche rose è ne' rosai [02:49] Ancóra qualche rose è ne' rosai, ancóra qualche timida erba odora. Ne l'abbandono il caro luogo ancóra sorriderà, se tu sorriderai. Ti dirò come sia dolce il sorriso di certe cose che l'oblìo afflisse. Che proveresti tu se fiorisse la terra sotto i piedi, all'improvviso? 3. Tanto accadrà, ben che non sia d'aprile [04:15] Tanto accadrà, ben che non sia d'aprile. Usciamo. Non coprirti il capo. È un lento sol di settembre; e ancor non vedo argento su 'l tuo capo, e la riga è ancor sottile. 4. Perché ti neghi con lo sguardo stanco? [05:54] Perché ti neghi con lo sguardo stanco? La madre fa quel che il buon figlio vuole. Bisogna che tu prenda un po' di sole, un po' di sole su quel viso bianco. Bisogna che tu sia forte; bisogna che tu non pensi a le cattive cose... Se noi andiamo verso quelle rose, io parlo piano, l'anima tua sogna. 5. Sogna, sogna, mia cara anima! [07:04] Sogna, sogna, mia cara anima! Tutto, tutto sarà come al tempo lontano. Io metterò ne la tua pura mano tutto il mio cuore. Nulla è ancor distrutto. Sogna, sogna! Io vivrò de la tua vita. In una vita semplice e profonda io rivivrò. La lieve ostia che monda io la riceverò da le tue dita. Sogna, ché il tempo di sognare è giunto. Io parlo. Di': l'anima tua m'intende? Vedi? Ne l'aria fluttua e s'accende quasi il fantasma d'un april defunto. 6. Settembre (di': l'anima tua m'ascolta?) [10:00] Settembre (di': l'anima tua m'ascolta?) ha ne l'odore suo, nel suo pallore, non so, quasi l'odore ed il pallore di qualche primavera dissepolta. Sogniamo, poi ch'è tempo di sognare. Sorridiamo. È la nostra primavera, questa. A casa, più tardi, verso sera, vo' riaprire il cembalo e sonare. 7. Quanto ha dormito, il cembalo! [12:22] Quanto ha dormito, il cembalo! Mancava, allora, qualche corda; qualche corda ancora manca. E l'ebano ricorda le lunghe dita ceree de l'ava. 8. Mentre che fra le tende scolorate [13:44] Mentre che fra le tende scolorate vagherà qualche odore delicato, (m'odi tu?) qualche cosa come un fiato debole di viole un po' passate, sonerò qualche vecchia aria di danza, assai vecchia, assai nobile, anche un poco triste; e il suono sarà velato, fioco, quasi venise da quell'altra stanza. Poi per te sola io vo' comporre un canto che ti raccolga come in una cuna, sopra un antico metro, ma con una grazia che sia vaga e negletta alquanto. Tutto sarà come al tempo lontano. L'anima sarà semplice com'era; e a te verrà, quando vorrai, leggera come vien l'acqua al cavo de la mano.