Patate La Parte Che Togli Senza Pensarci Due Volte
Longevità Facile
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Patate La Parte Che Togli Senza Pensarci Due Volte
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La buccia delle patate la togli senza pensarci due volte? Con il pelapatate butti via circa il 40% della fibra della patata. Ma nella buccia c'è anche la parte più pericolosa: la solanina. Allora, la buccia delle patate è un tesoro o un veleno? Oggi facciamo un vero processo alla buccia.
In questo video la buccia della patata finisce in tribunale. L'accusa porta tre capi d'imputazione: il veleno (la solanina, che sta per il 30-80% nella buccia e nel millimetro e mezzo sotto, e che nel 1979 a Londra ha mandato in ospedale 17 ragazzi di una scuola dopo un pranzo con patate vecchie), lo sporco (terra e prodotti antigermoglianti usati dopo la raccolta) e la digestione (la buccia è dura e alla pancia delicata può dare gonfiore).
Poi parla la difesa, con tre prove. La fibra: a parità di peso la buccia delle patate ha circa 5 volte la fibra della polpa (7,9 grammi contro 1,5 ogni 100 grammi). I protettori: polifenoli e acido clorogenico, lo stesso antiossidante del caffè, da 1,5 a 3 volte più che nella polpa; in un piccolo studio americano, le patate viola mangiate con la buccia per un mese hanno abbassato un po' la pressione senza far ingrassare nessuno. Il cappotto: le patate bollite con la buccia tengono quasi il doppio della vitamina C rispetto a quelle sbucciate, e perdono meno potassio nell'acqua. E la difesa smonta anche una bufala: non è vero che tutte le vitamine della patata stanno nella buccia.
Il giudice decide con una parola: la dose. Nelle patate sane il veleno è poco; il vero problema è la patata maltrattata, quella esposta alla luce, germogliata o ferita. Ti spiego perché il verde è un campanello d'allarme, perché la cottura non distrugge la solanina, perché sbucciare una patata verde non basta, e perché sulle Ande ancora oggi mangiano certe patate selvatiche con l'argilla.
Il verdetto: buccia assolta, ma con la libertà vigilata. I 3 segnali per cui la buccia della patata va tolta sempre:
1. Il verde: taglia via largo, e se la patata è verde dappertutto buttala.
2. I germogli: toglili scavando bene; se la patata è raggrinzita e molle, buttala.
3. L'amaro: se la patata è amara o pizzica sulla lingua, non finirla.
Nella parte pratica: come scegliere le patate al mercato (le patate novelle sono le migliori per la buccia), come conservare le patate (buio, fresco, asciutto, mai sul piano della cucina vicino alla finestra: è l'errore che le fa diventare verdi), come lavarle senza bicarbonato né disinfettanti, e tre modi per mangiare la buccia: patate al forno a spicchi, patate lesse e fredde, purè rustico. Più le bucce croccanti al forno, per non sprecare niente.
E il trucco della patata fredda: le patate lesse con la buccia, raffreddate in frigo fino al giorno dopo, formano amido resistente (circa il 40% in più), che si comporta quasi come una fibra e nutre i batteri buoni dell'intestino. In uno studio dell'Università di Lund, le patate fredde condite con olio e aceto hanno fatto salire glicemia e insulina molto meno delle patate appena bollite. L'insalata di patate della nonna, insomma, è un piatto da campioni. E le patate bollite sono risultate il cibo più saziante tra 38 cibi in uno studio australiano.
Rispondo anche alle domande più comuni: la buccia delle patate dolci americane si mangia? Cosa fare se hai i reni deboli e devi mangiare meno potassio? La patata fa ingrassare? Le patate fritte con la buccia sono sane?
Scrivimi nei commenti: tu la buccia delle patate la togli o la mangi? E come conservi le patate? Li leggo tutti. Se il video ti è stato utile, iscriviti al canale e mandalo a chi sbuccia le patate senza pensarci due volte.
Fonti principali: Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA, 2020) sui glicoalcaloidi delle patate; McMillan e Thompson, Quarterly Journal of Medicine 1979 (Londra); Centre for Food Safety di Hong Kong; Vinson e colleghi, Journal of Agricultural and Food Chemistry 2012; Raatz e colleghi, Food Chemistry 2016; Leeman e colleghi, European Journal of Clinical Nutrition 2005; Holt e colleghi, European Journal of Clinical Nutrition 1995; banca dati nutrizionale USDA.
Avvertenza: questo video ha scopo informativo e divulgativo e non sostituisce il parere del medico. Se hai una malattia (per esempio ai reni), prendi dei farmaci o vuoi cambiare alimentazione, parlane prima con il tuo medico.