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"La donna fregàle" (G.G.Belli Sonetto n°1160)

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"La donna fregàle" (G.G.Belli Sonetto n°1160)

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Sonetto del 5 Aprile 1834 G.G.Belli Il sonetto di Belli mette in scena un monologo comico in cui una donna sostiene di essere frugale ("fregale") e modesta nel mangiare, smentendosi da sola con un ritratto paradossale delle sue abitudini quotidiane. Il testo gioca sull'autoinganno e sulle scuse della protagonista, che cerca di far passare la sua routine per frugalità, rivelando invece un'inclinazione al bere di mattina e un appetito vorace a pranzo. La finta astinenza mattutina (vv. 1-4): La donna afferma con convinzione di stare sempre a digiuno la mattina. Subito dopo ammette però che appena esce di casa si concede un paio di bicchierini di acquavite vicino all'Osteria della Fortuna. Le scuse per bere ancora (vv. 5-8): Continua a difendere la sua reputazione di donna sobria: al massimo, se all'osteria c'è qualcuno che le offre da bere, entra per non essere sgarbata e beve solo "due dita". Ribadisce con forza che nessuno può dire di vederla mangiare di mattina. I consigli della madre (vv. 9-11): Ricorda gli avvertimenti della madre, che le predicava sempre come l'assunzione di cibo a stomaco vuoto potesse causare gravi malattie (usando questa stramba convinzione popolare per giustificare il fatto di bere alcolici invece di mangiare). La rivelazione finale (vv. 12-14): Nel finale cadono tutte le illusioni sulla sua frugalità: quando arriva il momento del pranzo, la donna svuota il piatto così pulito da sembrare lavato con la liscivia, definendosi un vero e proprio "terremoto" a tavola. Traduzione Io la mattina sto sempre a digiuno: soltanto prendo, appena uscita, un paio di bicchierini di acquavite lì accanto all'Osteria della Fortuna. Oh, al massimo, se all'osteria c'è qualcuna oppure qualcuno che mi invita, entro, e per non sgradire bevo due dita; ma che io mangi, ah, non lo può dire nessuna. Mi predicava sempre mia mamma che quel cibo così a stomaco vuoto può far venire una bella malattia. Oh a pranzo sì, il mio piatto me lo svuoto che ci sembra passata la liscivia: a pranzo sono davvero un terremoto. ‪@mamic-V‬