Approccio matematico alla comunicazione. Modello di Shannon e Weaver
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Approccio matematico alla comunicazione. Modello di Shannon e Weaver
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Benvenuti a lezione con sentocheposso nella playlist dedicata alla Psicologia della Comunicazione. In questa lezione inizieremo l’analisi dei diversi approcci alla comunicazione e partiremo dall’APPROCCIO MATEMATICO con il MODELLO DI SHANNON E WEAVER.
Questo modello risale alle prime ricerche degli anni ’40.
La prima pubblicazione è l’articolo A Mathematical Theory of Communication pubblicato da Claude Shannon nel Bell System Technical Journal nel 1948.
La comunicazione è vista come trasmissione di informazioni: nel secondo dopoguerra la comunicazione viene modellizzata come passaggio lineare di contenuti da un emittente ad un ricevente.
L’atto comunicativo si esaurisce nel trasferimento di informazioni al ricevente e prevede una registrazione dei contenuti trasmessi.
Si tratta di un modello lineare in cui la comunicazione consiste nel passaggio di un SEGNALE (o messaggio) da una FONTE A (emittente) attraverso un TRASMETTITORE (es voce) lungo un CANALE (es telef) +/- disturbato da un RUMORE a un DESTINATARIO B (ricevente) grazie ad un RECETTORE (es. apparato acustico).
Elementi comunicazione
Emittente: colui che dà avvio all’azione comunicativa
Ricevente: il destinatario del messaggio
Messaggio: ciò che viene trasmesso, sotto forma di informazione, tra emittente e ricevente
Codice: insieme di regole utilizzate per esprimere il messaggio (segnali fisici o sistema socialmente condiviso di organizzare i segni).
Canale: supporto fisico, materiale o mezzo utilizzato per la trasmissione del messaggio.
Rumore: elemento esterno; aspetti fisiologici e fattori psicologici che interferiscono con l’abilità di esprimere o comprendere un messaggio in modo efficace.
In un momento successivo sono stati aggiunti i concetti di:
RIDONDANZA: la ripetizione nell’operazione di codifica del messaggio per favorire la sua decodifica
FILTRO: processo di selezione di alcuni aspetti e proprietà del segnale rispetto ad altri nell’operazione di decodifica
FEEDBACK: la quantità di informazione che dal ricevente ritorna all’emittente, consentendogli di modificare i messaggi successivi
Caratteristiche del modello:
La comunicazione è a una via: dove il messaggio va da “A” (emittente) verso “B” (ricevente)
La comunicazione è vista come un trasferimento di informazioni da un emittente (A) ad un destinatario o ricevente (B) sotto forma di segnali.
Scarsa attenzione al feedback: il destinatario del messaggio non interviene nel meccanismo comunicativo
La comunicazione è un’attività statica fatta di atti separati di comunicazione con un inizio e una fine ben precisi
Emittente e ricevente sono simmetrici e in una relazione asimmetrica
simmetrici: condividono intenzione di comunicare, apparati di comunicazione, codici di codifica e decodifica
in relazione asimmetrica: i ruoli dell’emittente e destinatario sono separati:
L’ emittente ha un ruolo attivo nel determinare il significato del messaggio;
Il destinatario è, invece, recettore passivo del messaggio, non può intervenire, ma solo prendere atto o eseguire.
Pro del modello
Ha introdotto gli elementi fondamentali dell’attività comunicativa
Ha offerto le basi per analizzarne i fenomeni sottostanti
Rappresenta il primo tentativo di fornire un modello teorico, operazionalmente verificabile della comunicazione umana
Efficace se applicato all’ambito delle tecnologie delle telecomunicazioni rispetto al quale è stato creato
Contro del modello
Non si occupa del contenuto del messaggio ma solo della qualità della trasmissione e ricezione
Ritiene che la condizione necessaria e sufficiente per comunicare sia avere a disposizione un codice di trasmissione dei messaggi (teoria forte del codice)
La lettura dell’emittente non è detto che sia = a quella del destinatario …. - Non tiene conto dell’ambiguità della lingua
Trascura aspetti quali intenzionalità, ambiguità, costruzione e negoziazione di significati
Suppone che le persone condividano uno stesso codice
Si applica indifferentemente ad ogni contenuto, usando gli stessi meccanismi di elaborazione
Non tiene conto degli aspetti psicologici che sottendono e accompagnano la comunicazione
È molto forte l’aspetto linguistico
È una comunicazione orientata all’emittente
Fonte: Anolli L. (2006), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Bologna: il Mulino.
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Sono Doriana Bertolotto, formatrice, orientatrice, esperta di processi di apprendimento e fondatrice di #sentocheposso.
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