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5 CONDANNE ITALIANE che non hanno mai prodotto un solo giorno di carcere

Stelle Senza Segreti

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5 CONDANNE ITALIANE che non hanno mai prodotto un solo giorno di carcere

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Non è un elenco di crimini e non è una raccolta di sospetti: qui dentro ci sono soltanto persone con una sentenza vera alle spalle, e la domanda non è che cosa abbiano fatto, ma che cosa sia successo dopo che il giudice aveva finito di leggere. Pier Paolo Pasolini, condannato nel millenovecentosessantatré per La ricotta e assolto in appello l'anno successivo. Carlo Ponti, quattro anni in contumacia nel millenovecentosettantanove per esportazione illegale di capitali, mai scontati grazie alla cittadinanza francese, con le accuse archiviate nel millenovecentottantasette. Giancarlo Parretti, il cameriere che comprò la Metro-Goldwyn-Mayer, con condanne in Italia, negli Stati Uniti e in Francia. Vittorio Cecchi Gori, l'unico che in carcere ci è andato davvero, ma solo dopo che indulto e prescrizione avevano cancellato la parte più vecchia del conto. E Ornella Muti, condanna definitiva in Cassazione nel duemiladiciannove e pena sospesa. In mezzo, il meccanismo che tiene insieme tutto: amnistia, indulto, prescrizione, condono e il principio per cui un Paese non consegna i propri cittadini. Si dice anche quello che quasi nessuno ricorda: Sophia Loren, in quel processo, fu assolta, e la Cassazione nel duemilatredici ha stabilito che in carcere non doveva entrarci. #cinemaitaliano #storiadelcinema #televisioneitaliana #spettacoloitaliano #giustizia #anni70 #anni80 #processi #Rai #attoriitaliani #CarloPonti #Pasolini #CecchiGori