«Molte mansioni» non era nel greco: la parola che GIOVANNI usò davvero
Alle Origini della Parola
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«Molte mansioni» non era nel greco: la parola che GIOVANNI usò davvero
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#Vangelo #Bibbia #Giovanni14
La Bibbia italiana ha tradotto Giovanni 14,2 in quattro modi diversi. «Mansioni», «stanze», «posti», «dimore». Nel greco c'è una parola sola: monè.
E la seconda volta che compare, ventuno versetti dopo, cambia direzione.
Quella frase la conosciamo tutti. La sentiamo ai funerali, la leggiamo sui santini. Ma la parola greca che Giovanni scrive al capitolo quattordici compare due volte in tutto il Nuovo Testamento, e tutte e due nella stessa conversazione, la notte prima della passione.
In questo video seguiamo quella parola fino in fondo: dal greco al latino di Girolamo, dalla Bibbia di Martini alla CEI del 1974, fino alla revisione del 2008 che ha rimesso «dimore» al versetto 2.
Il punto non è che qualcuno abbia sbagliato. Nessuno ha sbagliato. È l'italiano che si è mosso — e si è portato via il versetto.
Ogni citazione biblica è nel testo CEI 2008, con capitolo e versetto. Le edizioni storiche sono indicate per nome e anno. Se trovi un errore, scrivilo nei commenti: correggo e lo dico.
CAPITOLI
00:00 «Molte mansioni» — la parola che non c'è nel greco
01:32 La notte prima: Giovanni 13
04:19 La domanda che nessuno osa fare
05:10 Le due occorrenze: Giovanni 14,2 e 14,23
06:48 Menò, il verbo che regge tutto il Vangelo
09:31 Girolamo e Martini: nessuno ha sbagliato
10:44 1974 → 2008: cosa è successo alla Bibbia italiana
13:23 Se il paradiso è un organigramma
14:32 E la vita dopo la morte? (monè non è tòpos)
15:22 L'obiezione delle stazioni di sosta
16:35 Ma l'Apocalisse parla d'oro e di perle
17:55 L'inabitazione: la seconda dimora
19:22 A chi lo sta dicendo, quella notte
20:19 Dono e pretesa
21:43 Ritorno in quella stanza
#Vangelo #Bibbia #Giovanni14
📖 FONTI USATE
Testo biblico — CEI 2008 (bibbiaedu.it, portale ufficiale CEI)
Gv 13,1 · 13,4-5 · 13,21 · 13,30 · 13,36-38 · Gv 14,1 · 14,2 · 14,3 · 14,5 · 14,8 · 14,23 · Gv 1,38-39 · Gv 15,4 · 15,5 · 15,9 · Ap 21,3
Note ufficiali della CEI 2008
Nota a Gv 1,38 — «dove dimori: non significa semplicemente "dove abiti", ma "chi sei veramente"»
Nota a Gv 15,4 — «"rimanere in" indica la reciproca appartenenza di Gesù e dei suoi discepoli»
Le traduzioni italiane citate, in ordine
Diodati (Ginevra, 1607/1649) — «molte stanze»
Antonio Martini (Torino, Nuovo Testamento 1769-1771) — «molte mansioni»
Giuseppe Ricciotti (Salani, 1940) — «molte mansioni»
CEI 1974 — «molti posti»
CEI 2008 — «molte dimore»
Latino
Vulgata e Nova Vulgata, Io 14,2 — «In domo Patris mei mansiones multae sunt»
Vulgata, Io 14,23 — «et mansiones apud eum faciemus»
Greco
μοναὶ πολλαί (Gv 14,2) · τόπον (Gv 14,3) · μονή = Strong G3438, 2 occorrenze in tutto il NT (Gv 14,2 e 14,23) · μένω = Strong G3306, circa 40 occorrenze nel Vangelo di Giovanni, più che in qualunque altro libro del NT (corpus TAGNT, Tyndale House Cambridge)
Abbott-Smith, Manual Greek Lexicon of the New Testament, voce μονή
Storia e lingua
Smith, A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, voce MANSIO — la mansio come stazione di posta lungo le strade romane, da manere
Treccani, Bibbie d'Italia — la versione di Martini «la Bibbia cattolica italiana per antonomasia fino almeno alla prima metà del XX secolo»
Paolo VI, discorso al comitato CEI, 17 marzo 1972 (vatican.va) — le traduzioni italiane precedenti alla CEI
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