Sinfonia d'Autunno: In Moto da San Martino di Castrozza a Baita Segantini | BMW R 1250 GS
Marco Giorgio
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Sinfonia d'Autunno: In Moto da San Martino di Castrozza a Baita Segantini | BMW R 1250 GS
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Marco Giorgio
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Un viaggio su due ruote immerso nei colori infuocati dell'autunno trentino, dove il crepitio delle foglie e il rombo fluido del bicilindrico Boxer della BMW R 1250 GS scandiscono il ritmo della strada.
Il viaggio prende vita ai piedi delle imponenti Pale di San Martino. Salire a bordo della GS è come indossare un vestito su misura per la montagna: il motociclista non è un semplice passeggero della strada, ma un pennello che traccia linee morbide su una tela d'asfalto, diventando un tutt'uno con l'elemento naturale che lo circonda.
L'andatura si mantiene tranquilla e costante lungo tutto il percorso, pensata per assimilare ogni singolo dettaglio del paesaggio senza fretta. La strada che sale verso Passo Rolle si rivela un vero paradiso, grazie a un asfalto recentemente rifatto e impeccabile quasi ovunque, che garantisce un grip perfetto e permette alla moto di scivolare curva dopo curva con estrema disinvoltura. Attorno, i boschi di larici e abeti esplodono nelle sfumature dell'oro, dell'arancione e del rosso rame, regalando a ogni svolta uno scorcio nuovo sulle pareti rocciose scolpite dal tempo e illuminate da una luce autunnale nitida e calda.
Una volta raggiunto il valico, l'avventura prosegue imboccando lo sterrato aperto e facile che conduce fino alla Baita Segantini. Questo tratto di strada sterrata, accessibile, permette di proseguire in totale serenità, sfociando in uno dei panorami più iconici di tutte le Dolomiti, con il Cimon della Pala che si erge imponente di fronte al rifugio e si specchia nelle sue limpide acque alpine.
Oltre alla straordinaria bellezza paesaggistica, questo itinerario traspira storia ad ogni chilometro. Passo Rolle è stato uno dei primissimi valichi alpini ad essere aperto al turismo automobilistico e motociclistico tra il XIX e il XX secolo. Durante la Prima Guerra Mondiale, queste cime sono state teatro di aspri combattimenti sul fronte dolomitico, e i sentieri che oggi si attraversano in pace custodiscono ancora le testimonianze dei soldati che vi vissero. La Baita Segantini, costruita nel 1936 dall'artista e alpinista Alfredo Paluselli, nasce infine come omaggio al pittore della natura Giovanni Segantini, confermandosi ancora oggi come un simbolo universale di contemplazione e solitudine ad alta quota.
Un'esperienza visiva e sensoriale pensata per chi ama viaggiare con lo spirito aperto, godendosi il viaggio tanto quanto la meta.