Monte Nevoso (Sneznik) 30 aprile 2012
Dario Gasparo
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Monte Nevoso (Sneznik) 30 aprile 2012
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Dario Gasparo
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Escursione sul monte Nevoso (Sneznik, Slovenia) con il gruppo del CAI di Dolo. Due ore e mezza per la salita (550 m di dislivello in quasi 7 km) e 4 ore per la discesa verso Masun (poco meno di 11 km). Escursione organizzata da Annalisa Doni. Riprese Dario Gasparo. ERRATA CORRIGE: l'elleboro è Helleborus niger e non orientalis.
30 APRILE 2012 -- SALITA SUL MONTE NEVOSO (SLOVENIA)
Posta al centro di una Riserva Naturale Botanica, dal punto di vista naturalistico è molto importante in quanto la flora è di transizione tra le Alpi Giulie e le Alpi Dinariche. In quest'ambiente ancora integro e selvaggio vivono orsi, cervi, cinghiali, qualche lince e tanti altri animali selvatici.
Partiamo da Sviščaki e percorriamo una stradina forestale che sale dolcemente. Possiamo seguire il sentiero con il caratteristico segno (un cerchio rosso con interno giallo) che ora risale con moderata pendenza il boscoso dosso del Lom (m 1482). Attorno a noi troviamo quasi solo abeti bianchi e dobbiamo aspettare un bel po' per poter comparare le foglie piatte e disposte su un piano dell'Abies alba con quelle dell'abete rosso, cilindriche e disposte a spirale sul ramo; infatti gli abeti rossi li troviamo solo più in su. Man mano che si prosegue la stupenda faggeta prende il sopravvento. Si segue diagobalmente il pendio e dopo circa un'ora e mezza si esce dal bosco arrivando ad una larga sella. Da qui si vede la cima del piccolo Snežnik, a 1694 metri, ricoperto quasi interamente dal Pino mugo. Il questo tratto siamo costeggiati da salici e cominciamo a sentire più forte l'effetto del vento, tanto che qualcuno della comitiva sostiene che il nome più appropriato per il monte era "ventoso" e non "nevoso".
Dalla ventosa sommità si gode una vista spettacolare, anche se oggi la foschia rende più difficile osservare i dettagli più lontani. Nelle giornate più terse lo sguardo spazia dalla costa istriana, al Monte Maggiore (Učka) all'isola di Cherso-Cres, quella di Veglia- Krk e fino addirittura alla Marmolada, che dista dal Nevoso oltre 245 km in linea d'aria.
Per il ritorno seguiamo brevemente l'ultimo tratto dell'andata per imboccare quasi subito sulla destra il sentiero che porta alla cresta est del Piccolo Nevoso lungo il sentiero europeo n. 6 che va dal Mar Baltico all'Adriatico. Raggiunta la cima del Piccolo Nevoso si inizia la discesa lungo i versanti settentrionali del gruppo. Passando vicino alla grande dolina Pekel (cioè Inferno), profonda quasi 80 metri, si proseguirà per sentiero fino a raggiungere, a quota 1109, la strada che collega Masun a Sviscaki.
Dalla cima verso Masun si prosegue dapprima nella mugheta per poi scendere al di sotto del limite del bosco, che qui si aggira tra i 1500 e i 1600 metri di quota.
In questo tratto è ben visibile il netto confine tra mugheta e faggeta. La mugheta è quasi pura e molto densa, con qualche sporadico sorbo montano, sorbo degli uccellatori e abete bianco e rosso. Si entra perciò nel bosco misto di abete e faggio; gli abeti sono molto rari mentre scendendo compaiono qua e là dei nuclei di acero montano.
In questo tratto, a circa 1400 metri di quota, si nota l'effetto della neve sui tronchi incurvati dei faggi, che vengono definiti "sciabolati".
Il sentiero lungo il ritorno non è segnato granché bene o, più che altro, vi sono talmente tante intefrsezioni con straine sterrate che non siamo certissimi di essere nel punto giusto. Alla fine la certezza c'è e l'ultima ora di strada la percorriamo su due tracciati distinti: un gruppo sulla strada, un altro -- più piccolo -- lungo il sentiero. Siamo a Masun -- dalla cima - nelle 4 ore previste.