CINEMATIC : La "FELUCA" una delle singolarità dello STRETTO di MESSINA
Steven FpV
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CINEMATIC : La "FELUCA" una delle singolarità dello STRETTO di MESSINA
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Nello Stretto di Messina, tratto di mare ricco di fenomeni e tradizioni che hanno colpito l'immaginazione dell'uomo, nel corso dei secoli si è sempre svolta una lotta tra pescatori e pescatori, di cui hanno notizie sin dall'epoca classica: da Polibio, molti scrittori classici ci hanno lasciato testimonianze di un tipo particolare di pesca che vi si svolgeva, la pesca del pescespada (Xiphias Gladius). La pesca aveva il suo periodo più redditizio nei mesi di giugno luglio agosto e settembre, quando la pesca si trova nelle acque dello Stretto spinto dal richiamo dell'accoppiamento; è per questo richiamo che risale dalle profondità ed affiora, diventando preda per i pescatori. Quando arriva il periodo della pesca del pescespada, lo stretto di Messina si anima con le imbarcazioni tutto il ponte che tiene ancorato alla posta per individuare la preda; tali barche erano le "feluche" o "felue", fornite da un albero altissimo ("ntinna"), da cui un uomo aveva il compito di partecipare alla prede ed avvisare gli uomini che avevano sul "luntru", una rapidissima imbarcazione a remi lunga circa 6 metri, in cui trovavano posto quattro rematori; un altro uomo su un albero con il compito di non perdere di vista la preda e impartire indicazioni sulla rotta d'inseguimento ed un uomo a prua con un lungo arpione con alette di ritenuta ("ferru") che aveva il compito di colpire il pescespada .Sebbene oggi non richiede più adoperate le vecchie feluche ne 'i luntri, la tecnica di avvistamento ed inseguimento della preda, alla base della pesca al pescespada, è rimasta immutata: una feluca a motore presenta due peculiarità a tralicci telescopici. L'una, la torretta verticale, alta circa 20-25 metri, ha alla sua cima una cabina che serve alla vedetta per intercettare visivamente il passaggio del pescespada e ha i comandi di pilotaggio derivati per indirizzare l'imbarcazione all'inseguimento. Il naturale brandeggio della struttura è contenuto attraverso tiranti di acciaio opportunamente ancorati a terra, mentre il beccheggio che crea è smorzato da fusti colmi di liquido posti sul ponte, che raffigura e abbassa il baricentro dell'imbarcazione e controbilanciarne usato, ed anche da due derive inclinate poste ai lati del piano di galleggiamento. L'altra struttura, lunga 25-30 metri, è una passerella orizzontale alla cui fine è posto un apposito “balconcino” in cui si colloca il fiocinatore che si infilza nel pescespada non appena è una portata di tiro. La funzione della passerella è di riserva al fiocinatore di intercettare la preda senza che la sia sia messa in allarme dal rumore delle eliche ed al contempo impedendogli di percepire l'onda di avanzamento della prua dell'imbarcazione. Il rollio che la passerella crea nella navigazione è smorzato da zavorre costituite da fusti pieni d'acqua posti a poppa, unitamente ad una deriva orizzontale situata sopra il timone. In ragione della sua particolare struttura, viene eseguita una sostituzione da sola il “Luntru” e la “Feluca”, che per le serie di anni e sino agli anni '60 del secolo scorso, hanno lavorato in coppia, con le funzioni, nella zona dello Stretto di Messina
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