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Le Rane di Aristofane

cassiopeateatro

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Le Rane di Aristofane

15 838 просмотров · 7 лет назад
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Saggio di Diploma degli Allievi della Terza Classe dell'Accademia d'Arte Drammatica Cassiopea. Regia di Licia Lanera Trainer – Danilo Giuva Assistente alla regia – Ilaria Bisozzi Disegno luci – Martin Emanuel Palma Trucco - Accademia di Trucco Professionale Illustrazione locandina - Laura Petrone con Maria Campana Ludovico Cinalli Gin Ambra Gian Maria Labanchi Beatrice Mitruccio Anna Pagnozzi Paolo Perrone Laura Petrone Maria Chiara Scicolone e con la partecipazione degli Allievi di Primo Anno Martina Abbruzzetti, Annino Isolina, Andrea Barocci, Salvatore Cartelli, Elena Contrino, Emanuela Pfuipfui Cordova, Ilaria Costa, Annachiara Fanelli, Maria Grazia Mancino, Daniele Mezzasalma, Eleonora Stranges Dioniso, il dio del teatro, si reca nell’oltretomba per riportare alla vita Euripide. Ma questi è assorto in un furioso litigio con Eschilo per stabilire chi dei due sia il più grande poeta tragico. Dioniso si fa giudice e, scegliendo di anteporre il senso della giustizia e il bene dei cittadini alle proprie preferenze personali, finisce per dare la palma della vittoria ad Eschilo, che dovrà salvare Atene dalla situazione disastrosa in cui si trova. Eschilo accetta di tornare tra i vivi lasciando a Sofocle il trono alla destra di Plutone, a patto che non lo ceda mai a Euripide. LE RANE DI ARISTOFANE, un testo che ha visto la luce la prima volta nel 405 a.C., dimostra quanto siano rimaste sorprendentemente immutate le dinamiche sociali e politiche del genere umano negli ultimi 2500 anni e di quanto, ancora oggi, si possa ridere consapevolmente con un testo cronologicamente così lontano. Un testo comico e grottesco come questo, richiede un lavoro rigoroso che si basa sull'equilibrio tra il basso e l'alto e tra l'esplosione e la sottrazione, sull'abbruttimento di sé e l'ironia dei propri vizi. C'era un tempo, ci dice Aristofane in questa commedia, in cui il ruolo dei poeti, era fondamentale nella società. C'era un tempo in cui il teatro era visto da migliaia di persone e aveva un valore didattico. Portare i ragazzi al diploma d'accademia, con un testo che ci dice che gli intellettuali, i maestri, gli artisti, possono “salvare una città” è una cosa importante, una scelta politica. LICIA LANERA