Basta Beethoven: ma altro non riuscite a suonare?
Pianoforte – Crescenzo (Enzo) Verde
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Basta Beethoven: ma altro non riuscite a suonare?
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Pianoforte – Crescenzo (Enzo) Verde
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Sembra quasi che ogni pianista debba necessariamente suonare Beethoven.
Tra studenti di pianoforte, conservatori, concorsi e concerti, si sentono continuamente le stesse 5-6 sonate.
Si è creata un ossessione intorno a lui.
Studenti e pianisti sembrano pensare di avere quasi il "dovere" di studiare e suonare Beethoven. Pianisti che continuano a tornare alle solite sonate. E poi ci sono anche grandi pianisti internazionali che inseriscono continuamente Beethoven nei loro programmi, come se fosse impossibile costruire un recital senza passare da lui.
Ma davvero il pubblico ha sempre voglia di ascoltare ancora Beethoven?
Se una persona va a un concerto di pianoforte, magari si aspetta Chopin, Liszt, Rachmaninov, Scriabin, oppure compositori più moderni e repertorio meno scontato.
Dopo Beethoven esiste un mondo enorme di musica per pianoforte: repertorio più moderno, più spettacolare, più complesso e, in molti casi, anche molto più impegnativo tecnicamente.
Possibile che non si riesca a fare altro?
Forse Beethoven è diventato anche una scelta "sicura": un compositore che tutti conoscono, non difficilissimo tecnicamente, che tutti riconoscono e che permette al pianista di dimostrare qualcosa davanti al pubblico e agli altri pianisti.
Ma il repertorio pianistico è talmente vasto che continuare a riproporre sempre le stesse sonate mi sembra terribilmente noioso.
In questo video vi spiego perché sono arrivato a pensarla così e perché, secondo me, pianisti e studenti dovrebbero guardare molto più lontano di Beethoven.
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