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Tecnica pianistica: Tocco “sfocato" nel “sottovoce” del Notturno op. 15 n. 2 di Chopin

Roberto Prosseda

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Tecnica pianistica: Tocco “sfocato" nel “sottovoce” del Notturno op. 15 n. 2 di Chopin

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Roberto Prosseda
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Con il termine “sottovoce” Chopin indica un particolare timbro, e non soltanto una dinamica in pianissimo. Diversamente dal termine “mezza voce”, infatti, il “sottovoce” implica anche l’idea di un suono “sussurrato”, che si può ottenere con un tocco specifico, usando la parte morbida delle dita (il polpastrello), in posizione distesa. Tenendo le dita “morbide”, ossia rilassando i muscoli delle falangi, si potrà ottenere una sorta di “sfocatura” del suono, che è particolarmente allineata alla scrittura che Chopin usa nella parte centrale del Notturno op. 15 n. 2, “sottovoce”. Qui, anche l’uso delle quintine (con il conseguente sfasamento ritmico) e lo sdoppiamento dei contorni melodici confermano l’idea di un contesto onirico, che richiede una sonorità sfocata e ben diversa dal tradizionale suono cantabile e “pieno” che molti pianisti usano in questo passaggio. #robertoprosseda #chopinnocturne #chopinpiano ============================================= Iscriviti al mio Canale qui    / robertoprossedapianist   Visita il mio sito http://www.robertoprosseda.com/ Seguimi anche su Facebook   / prossedaroberto   Seguimi su Twitter   / robertoprosseda   Mi trovi anche su Instagram   / robertoprosseda