OPERAZIONE CARBURANTI NEL POTENTINO, COL. TIBOLLO: “IMPEGNO CORALE PER FRODI SEMPRE PIÙ SOFISTICATE”
Basilicata Digital Channel
0:00 / 0:00
OPERAZIONE CARBURANTI NEL POTENTINO, COL. TIBOLLO: “IMPEGNO CORALE PER FRODI SEMPRE PIÙ SOFISTICATE”
213 просмотров · 5 дн. назад
Basilicata Digital Channel
970 подписчиков
213 просмотров · 5 дн. назад
Un’azione congiunta, capillare e ad alto impatto tecnologico per tutelare i consumatori, garantire la sicurezza del territorio e contrastare un mercato nero sempre più raffinato.
La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Potenza, in stretta sinergia con l’Ufficio Antifrode e la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), ha portato a termine un’importante operazione di controllo sui distributori stradali di carburante nell'area potentina.
L'esito delle verifiche ha portato al sequestro preventivo di oltre 6.000 litri di gasolio non conforme e potenzialmente pericoloso, individuato tra un impianto della capoluogo e uno della provincia. A spiegare i dettagli e le implicazioni dell'indagine è il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Potenza, Colonnello Massimiliano Tibollo: “L'intervento della Guardia di Finanza, in questo momento particolarmente delicato sul piano economico e sociale, è quanto mai opportuno e necessario”, esordisce il Colonnello Tibollo. «Si tratta di un impegno corale, declinato al fianco dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sotto il coordinamento dell'Autorità Giudiziaria, per svolgere un'azione repressiva delle frodi sulla commercializzazione dei prodotti energetici che sia davvero efficace e lungimirante, visto che le fenomenologie illecite si fanno sempre più sofisticate».
L'operazione nasce da una mirata analisi di rischio sviluppata congiuntamente con il personale dell'Ufficio Antifrode dell'ADM di Potenza: «Abbiamo individuato sul territorio una serie di impianti in relazione ai quali sussistevano elementi di pericolosità fiscale. Abbiamo quindi eseguito un controllo multilivello, finalizzato non solo a verificare la regolare erogazione delle quantità di carburante alla colonnina, ma soprattutto ad analizzare le specifiche tecniche del prodotto». I controlli approfonditi su due impianti hanno fatto emergere gravi irregolarità. Il primo intervento si è svolto a Potenza, dove all’interno della cisterna di un distributore stradale, pronto per la vendita, sono stati individuati oltre 5.200 litri di gasolio con parametri tecnici anomali. Le analisi speditive hanno rilevato un flashpoint (punto di infiammabilità) nettamente inferiore ai limiti stabiliti dalla legge. Il medesimo riscontro in provincia ha riguardato un ulteriore quantitativo di circa 800 litri di carburante, anch'esso caratterizzato da un punto di infiammabilità molto più basso della soglia consentita. Entrambi i lotti di prodotto sono stati immediatamente posti sotto sequestro. «Un punto di infiammabilità più basso», sottolinea il Comandante, «implica seri profili di rischio per quanto concerne il trasporto, lo stoccaggio e l'utilizzo del carburante. In attesa degli accertamenti delegati dalla Procura della Repubblica, la nostra priorità è stata bloccare l'immissione sul mercato di un prodotto non idoneo».
Quali sono le cause di questo decadimento dei parametri tecnici? Sebbene le indagini di polizia giudiziaria siano ancora in corso per accertare le responsabilità materiali – ricordando la presunzione di innocenza che vige in questa fase –, l'esperienza investigativa e la letteratura scientifica delineano uno scenario preciso. «L'ipotesi più accreditata», spiega Tibollo, «è che la non conformità sia il risultato diretto di una miscelazione abusiva, operazione vietata in modo assoluto dalla normativa di settore. In pratica, al carburante regolare viene addizionata una sostanza estranea – come cherosene o frazioni idrocarburiche più leggere – non gravata da accisa e spesso proveniente dai mercati dell'Est Europa».
Questa condotta illecita genera un doppio danno: permette di evadere le accise e alterare la libera concorrenza di mercato e, oltre ad aumentare la pericolosità del prodotto durante le fasi di trasporto e stoccaggio (che richiederebbero cautele maggiori non adottate), le sostanze estranee provocano seri danni meccanici ai motori delle autovetture degli ignari automobilisti.
Se il raggio d'azione dell'operazione riguarda la provincia di Potenza, lo sguardo degli investigatori resta ampio e rivolto all'intero contesto macro-regionale.
«Il nostro è un osservatorio locale, ma guardiamo con molta attenzione ai trend di sviluppo della criminalità nelle regioni vicine: questa tipologia di illecito è particolarmente diffusa sia in Campania che in Puglia», evidenzia il Colonnello. «Il nostro territorio, confinante con queste realtà, potrebbe risentire di un travaso di tali fenomenologie. Per questo l'attenzione è massima e la sensibilità dell'Autorità Giudiziaria è notevole».