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Non lo fa con nessuno - written by Lorcanari Zagliza

TORRE A MARE - BEACH

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Non lo fa con nessuno - written by Lorcanari Zagliza

66 просмотров · 11 дней назад
TORRE A MARE - BEACH
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Non lo fa con nessuno Un uomo passa quattro strofe a osservare il proprio gatto e scopre di essere stato, per anni, l'unico dei due che non capiva la lingua parlata in casa. Il fatto da cui tutto parte è scientifico e poco noto: fra loro i gatti adulti non miagolano. Soffiano, ringhiano, si capiscono con la postura e con l'odore. Il miagolio è un'invenzione rivolta agli esseri umani, e ogni gatto ne sviluppa una versione diversa per il proprio. Il brano lo mette in scena nella prima strofa senza spiegarlo — poi entro io e fa quel verso lì — e già in quel «quel verso lì» c'è tutto: il narratore lo riconosce, non ha bisogno di descriverlo, e nessun altro al mondo lo ha mai sentito. Da lì il brano procede per prove, tutte comportamentali. La fiducia non viene mostrata con le fusa o le corse incontro, ma con l'assenza di reazione: se sale chiunque il gatto si sveglia, se sale lui resta dov'è. Per un animale che nel sonno è vulnerabile, non svegliarsi è la dichiarazione più forte disponibile. Il ritornello poi si appoggia al battito lento di palpebre — quello che gli etologi chiamano bacio felino — e lo chiude con una battuta che ridicolizza il narratore: per anni ha pensato che il gatto avesse sonno. La comunicazione c'era da sempre. Il lento dei due era l'uomo. La filosofia del brano, se va nominata, sta in una domanda sul linguaggio più che sull'affetto: che cos'è una lingua che esiste in due esemplari soltanto? Il miagolio di quel gatto non serve alla specie, non è ereditato, non è insegnato. Nasce nella relazione e muore con essa. È un idioma privato, costruito da un animale per essere capito da un altro animale di specie diversa — ed è tanto più notevole se si pensa che è il gatto ad averlo inventato, non l'uomo ad averglielo imposto. La comunicazione qui non è la trasmissione di un contenuto: è la costruzione di un codice a due, che a chiunque altro risulterebbe illeggibile. Poi c'è un secondo tema, meno esposto ma più profondo, ed è l'asimmetria. Il gatto lascia sullo stipite e sulla sedia un odore che l'uomo non sentirà mai. Qualcuno sta comunicando qualcosa che l'altro non può ricevere, e questo non gli impedisce di continuare. Vivere insieme comporta sempre una quota di messaggi che non arrivano, e il brano ha la sobrietà di registrarla senza farne un dispiacere. Il pezzo più raffinato arriva alla fine. La finestra è aperta da stamattina, il cancello è aperto, la strada è lì. Alle sei e mezza il gatto è tornato e si è messo sul bracciolo. Non viene detta una parola sul significato di quel ritorno, e non serve: la canzone ha allestito un esperimento in cui tutte le vie di fuga erano disponibili e la permanenza è l'unico dato osservato. Qui sta la differenza fra appartenere e restare. Un animale che sceglie ogni giorno di tornare offre qualcosa che un animale trattenuto non può offrire, e il valore di quel gesto dipende interamente dal fatto che avrebbe potuto non compierlo. È un pensiero applicabile ben oltre i gatti, ed è esattamente per questo che il brano non lo applica. Una nota sul titolo, che è la scelta più intelligente del pezzo. All'inizio Non lo fa con nessuno sembra riferirsi al miagolio. Alla fine potrebbe riferirsi a tutto il resto — al dormire, al tornare, al guardare qualcuno mentre scrive. La canzone non chiarisce mai quale delle due letture sia quella giusta, e fa bene.