Impronte Politecniche - Ennio Macchi intervistato da Giovanni Gustavo Lozza
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“Io credo che l’energia sia una disciplina a larghissimo raggio e le competenze che servono per sviluppare progetti importanti di energia devono essere le più diverse.”
Ennio Macchi, professore emerito del Dipartimento di Energia, ripercorre in questa intervista condotta da Giovanni Gustavo Lozza, ex direttore e professore ordinario dello stesso dipartimento, gli anni della sua crescita professionale, dal primo “Istituto di macchine” fino alla nascita dell’attuale Dipartimento di Energia.
Laureatosi in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Milano, dove ha svolto l’intera carriera accademica, diventa professore di Conversione dell’energia.
Convinto dell’esigenza di coordinare le molteplici competenze presenti in ateneo in tema di energia, promuove l’attivazione dell’area strategica 'Energia', favorendo le collaborazioni scientifiche fra ricercatori e docenti appartenenti a diverse strutture. Su invito dell’allora Rettore Giulio Ballio e del Prorettore Giovanni Azzone, coordina la stesura del piano strategico del futuro Dipartimento 'Energia', cui aderiscono un centinaio di ricercatori e docenti di diverse strutture. Nasce così l’odierno Dipartimento di Energia, di cui è il primo direttore. Come ricorda nell’intervista è stato il primo esempio in Italia di un dipartimento universitario che riuniva in un’unica struttura competenze disciplinari a largo spettro, dalla fisica tecnica alle macchine, dall’elettrotecnica alla chimica, dai materiali ai sistemi energetici, dall’energia nucleare alle scienze ambientali.
Negli anni assume importanti ruoli istituzionali al Politecnico di Milano, fra questa presidente del corso di laurea in Ingegneria Meccanica presso la sede di Piacenza, membro eletto del senato accademico e coordinatore della commissione energia. In sede nazionale, è stato coordinatore nazionale dei professori di ruolo di Macchine a fluido e di Sistemi per l’energia e l’ambiente, nonché membro di numerose commissioni ministeriali.
Dà vita al gruppo di ricerca GECoS (Group of Energy COnversion Systems), che coordina le attività di ricerca di una cinquantina di docenti e ricercatori del Politecnico di Milano che operano in diversi settori della conversione dell’energia e dell’impatto ambientale dei sistemi energetici. L’attività del gruppo è stata riconosciuta di eccellenza internazionale dalla peer review promossa dall’ateneo e il SSD ING-IND 09 del Politecnico di Milano, interamente coincidente con il gruppo di ricerca, è risultato primo nella VQR relativa al periodo 2004-2010.
Fra i contributi più significativi alla ricerca del settore, si annoverano i lavori pioneristici sui motori a fluido organico, sulle turbine a gas e i cicli combinati, che hanno avuto importanti riconoscimenti internazionali, su tecnologie avanzate per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (solare, geotermico, biomasse), sulla cogenerazione, sulle celle a combustibile e sul vettore idrogeno.
È stato responsabile scientifico di molti programmi di ricerca finanziati da CEE, CNR, MPI, ENEA, ENEL, ENI su diversi temi. Oltre 200 sono le pubblicazioni di Ennio Macchi, fra volumi e articoli, molti dei quali pubblicati sulle più prestigiose riviste del settore.
Ha svolto e svolge tuttora attività di consulenza scientifica per numerose industrie ed enti italiani e stranieri nel campo della conversione dell'energia, delle turbomacchine, degli scambiatori di calore, del risparmio energetico, della cogenerazione e dell'autoproduzione, della termovalorizzazione dei rifiuti, dell’impatto ambientale dei sistemi energetici, delle tecnologie del carbone pulito e sostenibile.
Nel 2016 è nominato professore Emerito del Politecnico di Milano, nel 2022 Esperto nel Ministero dell’ambiente e dello sviluppo energetico.
“Uno dei contributi più importanti che un professore universitario possa dare è quello di fare una scuola, di aprire le proprie conoscenze, di creare una serie di discepoli”. E come ricorda il professor Lozza, Ennio Macchi su questo ha avuto un “grandissimo successo”, avendo dato vita a uno dei gruppi “più importanti dell’ateneo”.
Prosegue con una nuova edizione “Impronte Politecniche”, il ciclo di video-ritratti in cui professoresse e professori emeriti e onorari del Politecnico di Milano raccontano la loro storia accademica in dialogo con un loro allievo, dagli esordi fino ai nostri giorni, passando per i successi, le prove, gli aneddoti, i luoghi, i maestri e gli allievi che hanno incontrato sul loro percorso.
Il termine “impronta” vuole suggerire il valore permanente di ciò che i docenti emeriti hanno realizzato nella loro carriera, ma anche il percorso che hanno fatto e che ci invitano a seguire verso le sfide del futuro.