La morte di Mladic e lo scontro di civiltà nei Balcani | F. Cosimato; S. Vernole
Il Contesto | Analisi economica e geopolitica
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La morte di Mladic e lo scontro di civiltà nei Balcani | F. Cosimato; S. Vernole
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Nei giorni scorsi, Ratko Mladic, ufficiale di alto livello dell’Armata Popolare Jugoslava e successivamente Capo di Stato Maggiore delle forze armate della Repubblica Srpska, è deceduto. La notizia della sua morte, sopraggiunta per cause naturali mentre scontava l’ergastolo a L’Aja per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, ha fatto il giro del mondo e suscitato reazioni diametralmente opposte.
Molti, a partire dai bosgnacchi e dai croati di Bosnia, lo ricordano come “il boia di Srebrenica” e il principale responsabile dell’assedio di Sarajevo.
Gran parte dei serbi, invece, lo annovera come uno strenuo difensore del proprio Paese e della propria gente, come testimoniato dalle migliaia di persone confluite presso la piccola chiesa ortodossa serba di San Luca a Belgrado per rendere omaggio alla sua salma. Mladic ha anche ricevuto gli onori militari durante la cerimonia funebre, officiata dal Patriarca Porfirio (massimo esponente della Chiesa Ortodossa serba) in persona.
Agli occhi di molti, la sorte di Mladic emblematizza il doppio standard giudiziario e mediatico applicato sistematicamente alle guerre balcaniche, dispiegatosi sotto forma di demonizzazione del popolo serbo e minimizzazione – se non vero e proprio occultamento – delle responsabilità attribuibili a vertici politici e militari bosgnacchi, croati e albanese, quali Naser Oric, Alija Izetbegovic, Franjo Tudjman, Ante Gotovina, Ramush Haradinaj e Hashim Thaci.
Ne parliamo assieme a Francesco Cosimato, generale di brigata, paracadutista militare, direttore di lancio e ispettore per attività di controllo degli armamenti. Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia, Bosnia e Kosovo. Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. Ha operato presso lo Stato Maggiore dell’esercito e la Nato. Collabora con svariati giornali e riviste, tra cui «Krisis».
È con noi anche Stefano Vernole, analista geopolitico, saggista e vicepresidente del Centro Studi Eurasia Mediterraneo.
FONTI
https://balkaninsight.com/2026/08/27/...
https://www.dw.com/en/mladics-death-b...
https://edition.cnn.com/2026/09/07/eu...
https://www.irmct.org/en/news/stateme...
https://krisisinfo.substack.com/p/gen...
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AVVISO IMPORTANTE: Questo video presenta una analisi puramente ipotetica e speculativa di possibili scenari riguardanti le guerre balcaniche e le loro implicazioni di lungo periodo, sulla base di fonti pubblicamente disponibili. Non deve pertanto essere interpretata come previsione certa di eventi futuri. Esprime inoltre il punto di vista esclusivo del soggetto intervistato, basato sulla sua lunga esperienza professionale. Secondo le analisi disponibili e le fonti citate, gli scenari discussi rappresentano possibili sviluppi della situazione, soggetti a variazioni. Per una comprensione completa, si invita a consultare multiple fonti autorevoli. Le analisi presentate si basano su fonti pubblicamente disponibili e rappresentano interpretazioni degli eventi, non verità assolute. Il contenuto è prodotto esclusivamente a scopo informativo e accademico, nel contesto di una analisi geopolitica, e non intende assolutamente promuovere alcuna ideologia o azione.
AVVERTENZA: Questa analisi si basa su fonti verificate e documenti pubblici, presentando diverse prospettive sul caso in questione. Contiene discussioni su conflitti armati ma non dati militari classificati. Può pertanto non essere adatta a tutti gli spettatori. Discrezione dello spettatore consigliata. Le analisi presentate sono basate su proiezioni e interpretazioni di tendenze attuali. È importante considerare le diverse prospettive e mantenere un approccio obiettivo. Il sostegno economico viene utilizzato esclusivamente per la produzione di contenuti indipendenti e ricerca.