Che ne sarà di Voyager 1 nei prossimi 10.000 miliardi di anni?
IL Grande Vuoto
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Che ne sarà di Voyager 1 nei prossimi 10.000 miliardi di anni?
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In questo video seguiremo Voyager 1 dal presente al futuro remoto: la sonda viaggia nello spazio interstellare a circa 24 km/s, a oltre 24 miliardi di chilometri dalla Terra, mentre il segnale radio si indebolisce e la potenza dei generatori al plutonio cala. Ci chiederemo per quanto tempo potrà ancora trasmettere e che valore avrà il suo messaggio quando non ci sarà più nessuno ad ascoltarlo. Torneremo al 1977, quando l’allineamento dei pianeti esterni rese possibili una serie di manovre di assistenza gravitazionale. Vedremo perché NASA ridusse il progetto Grand Tour e come Voyager 1, pur partendo dopo Voyager 2, sfruttò Giove e Saturno per guadagnare velocità e cambiare rotta. A Giove seguiremo le scoperte su tempeste, magnetosfera e vulcani di Io; a Saturno esamineremo gli anelli e l’atmosfera di Titano. La scelta di sorvolare Titano deviò la sonda fuori dal piano dei pianeti, rinunciando ad altri incontri e indirizzandola verso lo spazio interstellare. Poi ricostruiremo il passaggio dai confini dell’eliosfera all’ambiente interstellare: il calo delle particelle eliosferiche nel 2012, il campo magnetico che non cambiò come previsto e le onde di plasma che nel 2013 fornirono una misura della densità. Vedremo perché Voyager 1 ha attraversato la bolla del vento solare, pur restando gravitazionalmente legata al Sole. Infine seguiremo lo spegnimento graduale degli strumenti e la futura perdita dei contatti. Senza più comandi, la sonda continuerà per inerzia mentre stelle e galassia cambieranno. Il Disco d’Oro porta suoni, saluti e immagini della Terra, ma trovarlo e decifrarlo resta improbabile. La sua eredità sarà anche una domanda: un messaggio conta se forse nessuno lo leggerà? Secondo la NASA, tra circa 40.000 anni Voyager 1 passerà a circa 1,7 anni luce da Gliese 445, una stella che oggi dista 17,6 anni luce dalla Terra. Anche le stelle si muovono nella galassia: per calcolare quel passaggio bisogna quindi considerare il loro moto, non solo la direzione attuale della sonda. La copertina del Disco d’Oro contiene già le istruzioni per ricostruire la posizione del Sole rispetto a 14 pulsar. La NASA spiega che usa anche la transizione dell’idrogeno come riferimento per misurare il tempo e che una traccia di uranio-238 può aiutare a stimare da quanto il disco è nello spazio. La sua emivita è di 4,51 miliardi di anni.