Santu Lazzaru - Soleto (Lecce)
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Santu Lazzaru - Soleto (Lecce)
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Lu Santu Lazzaru è uno dei canti celebri della tradizione quaresimale salentina, le cui caratteristiche d'esecuzione lo rendono suggestivo ed emozionante.
È un canto itinerante, nel senso che i cantori lo eseguono di casa in casa, di masseria in masseria, ed è suddiviso in due parti: la prima narra alcune delle vicende della passione di Cristo, la seconda invece evidenzia il carattere di questua richiedendo, a coloro che hanno ospitato i cantori, delle offerte prevalentemente in natura (formaggio, uova, pane, vino, ecc..).
Seppur la tonalità in maggiore (tipica della versione soletana e cutrofinese) conferisca al canto un timbro allegro, la ripetitività della melodia fa sì che Lu Santu Lazzaru rientri tra i canti tradizionali detti "tira ntrame"(stancanti), caratteristica peraltro voluta dai cantori che con ciò sollecitavano maggiormente gli abitanti della casa ad una celere donazione delle offerte.
Fondamentale è la presenza di un ramo d'ulivo piuttosto grande addobbato con nastrini colorati, icone sacre e un arancio: il ramo d'ulivo, detto "Palma", è simbolo di pace, le immagini sacre specificano le intenzioni devozionali dei cantori, l'arancio è simbolo di fertilità, i nastrini completano la positività del messaggio d'auguri e di prosperità che i cantori rivolgono a coloro che li ospitano.
Ricevere "Lu Santu Lazzaru" è un onore: un tempo lo era perché significava essere benestanti (in grado di poter adempiere alle offerte richieste) e rispettati; oggi perché ritenuti in grado di comprendere la necessità di riscoprire e tramandare a figli e nipoti ogni aspetto di quella cultura così complessa e così straordinariamente genuina che ci conferisce il nostro essere salentini.
TESTO*:
"Bona sera a quiste case e a tutti quanti mo l'abitanti
Venne Cristu mo cu li Santi e dese aiutu e salvazione
Osci osci se fa missione ca osci è Lazzaru resuscitatu
Lazzarenu essi qua fore ca si chiamatu te nostru Signore
Si chiamatu pe fare la cena, cu n'ave Maria e na grazia plena
Ce scunfortu ma ce dolore ca ippe Marta e la Maddalena
Sciamu a casa mo de Simone ca adhai sciu Cristu per fare la cena
Dhai cumparve la Maddalena culli soi unguenti e li soi preziosi
Cu le sue lacrime i piedi bagnava, coi suoi capelli glie li asciugava
Trenta denari tradira Cristu cu sacerdoti e farisei.
Giuda foe lu traditore ca ci tradiu foe nostru Signore
Sullu calvariu l'hannu purtatu e misu an croce e flagellatu
O c'è doja pe la Madonna cu biscia lu fiju alla culonna
Cu llu osci e cu llu crai sta te la cantamu la sua Passione
Bona sera e bona notte tirati li fierri te retu le porte
Azzate prestu no fare mosse e danni l'ove te le chiù grosse
Fanne se azza la fia chiù beddha cu pia l'ove te la spurtedda
Sta benimu te le scaleddhe ni tati toi ove o toi frisedde
Nui priamu mo l'Annunziata cu bu la tescia na bona annata
Sia lodato Cristo e li Santi na Buona Pasqua a tutti quanti
Santu Lazzaru limu dittu e sia lodatu mo Gesù Cristu".
TRADUZIONE:
Buona sera a queste case e a tutti quanti gli abitanti.
Venne Cristo con i Santi portando aiuto e salvezza.
Oggi, oggi si fa missione, che oggi è risorto Lazzaro.
Lazzareno esci qua fuori che sei chiamato da nostro Signore.
Sei chiamato per fare una cena, un'Ave Maria e una Grazia Plena.
Che sconforto e che dolore che ebbero Marta e Maddalena.
Andiamo a casa di Somone: lì andò Cristo per fare la cena;
lì comparve la Maddalena, con i suoi unguenti e i suoi preziosi.
Con le sue lacrime gli bagnava i piedi, coi suoi capelli glieli asciugava.
Trenta denari scambiarono Cristo con sacerdoti e farisei.
Giuda fu il traditore, che tradì Nostro Signore.
Sul Calvario l'hanno portato, messo in croce e flagellato.
Che dolore per la Madonna vedere il figlio alla colonna.
Con l'oggi e col domani ti stiamo cantando la Sua Passione.
Buona sera e buona notte, aprite le serrature delle vostre porte.
Alzati (dal letto) presto, non fare storie, e dacci le uova tra quelle più grosse (che hai).
Fai alzare (dal letto) la figlia più bella, e falle prendere (per noi) le uova dalla dispensa.
Stiamo venendo dalle "Scaledde" (zona del Salento), dateci delle uova o delle friselle.
Noi preghiamo l'Annunziata, che vi mandi una buona annata.
Sia lodato Cristo e i Santi, una buona Pasqua a tutti quanti.
Santu Lazzaru l'abbiamo cantata: sia lodato Gesù Cristo.
*Nel video, per brevità, sono state cantate soltanto alcune strofe. Il canto è stato riproposto in circa 10 abitazioni diverse, la notte tra il 13 e il 14 marzo 2013, tra le ore 00.30 e le 6.00 del mattino.