Santuario di Crea - Messa solenne di accoglienza della nuova comunità dei Padri Monfortani
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La comunità religiosa dei padri Missionari Monfortani Contagia di Maria si è insediata al Santuario di Crea, cuore spirituale della Diocesi di Casale Monferrato. Il 22 settembre il vescovo mons. Gianni Sacchi e il superiore per l’Italia della congregazione, padre Angelo Sorti, hanno sottoscritto a Crea la convenzione per l’affidamento dell’attività pastorale al Santuario ai Monfortani, dopo che per 32 anni se n’era occupata direttamente la Diocesi. Al rettore mons. Francesco Mancinelli, che ha prestato questo servizio per 19 anni, alla guida del Santuario da domenica 4 ottobre, è stato nominato padre Paolo Andreoletti. Con lui sono arrivati a Crea padre Marek (neo sacerdote polacco) e padre Giorgio (dal santuario di Loreto). Un quarto confratello giungerà a breve dalla Francia.
Il Vescovo, Mons. Gianni Sacchi, ha presieduto la celebrazione della Messa solenne con la quale la comunità religiosa è stata ufficialmente accolta in Diocesi. Il rettore ha ricevuto la nomina e ha prestato giuramento.
Nell'omelia, mons. Sacchi ha sottolineato: "Oggi, come Vescovo di questa Chiesa, affido a voi, caro padre Paolo, e a voi, cari padri Monfortani, il servizio di questo Santuario. Vi affido soprattutto le persone che qui saliranno: chi verrà per ringraziare, chi per chiedere aiuto, chi porterà una ferita, chi cercherà silenzio, chi forse sarà lontano dalla fede ma sentirà ugualmente il bisogno di entrare, sostare, accendere una candela, affidare un nome, una preoccupazione, una persona cara. Un Santuario vive davvero quando diventa un luogo nel quale la gente può sentire che Dio non è lontano. E tutto questo avviene sotto lo sguardo di Maria".
E ha invitato i Monfortani a fare di Crea "una casa nella quale le persone possano essere ascoltate, accompagnate e ricondotte all’essenziale. Siate uomini di preghiera e di accoglienza. State sulla soglia della Casa di Maria per accogliere chi viene sul sagrato, per accogliere ogni giorno chi viene qui, perché si sentano nella loro casa... Coltivate una vera comunione con la nostra Chiesa diocesana, con i sacerdoti, con le parrocchie, con i pellegrini. Abbiate attenzione ai volti prima ancora che alle strutture, alle domande prima ancora che alle risposte, alle ferite prima ancora che ai programmi”.