Campane di Sturno (AV) - Santuario Diocesano di San Michele Arcangelo
Alessandro Giliberti и Pompeo Zampetti
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Campane di Sturno (AV) - Santuario Diocesano di San Michele Arcangelo
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Alessandro Giliberti и Pompeo Zampetti
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Sturnio (AV),
Santuario Diocesano e Abbazia di San Michele Arcangelo.
[0:00] Introduzione.
[0:21] Presentazione delle campane.
[1:12] Plenum.
Concerto di 5 (3+2) campane dislocate su due torri (la campana maggiore e le campane dell'orologio nel campanile di destra, le due campane minori in quello di sinistra):
1ª: Sol♭3, fusa dalla Pontificia Fonderia Marinelli (Agnone, IS) nel 2000, slancio.
2ª: La♭3, fusa dalla Pontificia Fonderia Marinelli (Agnone, IS) alla fine del sec. XX, slancio.
3ª: Re♭4, rifusa dalla Pontificia Fonderia Marinelli (Agnone, IS) nel 1990, slancio.
4ª: Fa4, rifusa dai fonditori Ripandelli e Tarantino (Sant'Angelo dei Lombardi, AV) nel 1848, fissa.
5ª: La♭4, fusa da Vincenzo Ripandelli (Sant'Angelo dei Lombardi, AV) nel 1833, fissa.
Il Santuario Diocesano San Michele Arcangelo rappresenta il maggiore edificio di culto per gli abitanti di Sturno.
L'antica Abbazia, il cui edificio primigenio risaliva alla fine del Cinquecento, fu elevata a Chiesa Badiale Curata nel 1807. Accanto a essa, nei primi decenni del Novecento, furono costituite l'Arciconfraternita del Rosario, per volere del barone Angelo Marino Grella, e la casa canonica per volere della Santa Sede nel 1933. Distrutta dal sisma del 1980, fu riaperta al culto il 7 maggio 1994, in seguito all'arrivo della statua restaurata dell'Arcangelo.
All'interno dell'ampia navata dell'attuale edificio permane l'artistico altare maggiore, più volte rifatto, che è sormontato dall'effigie lignea dell'Arcangelo, di scuola romana, realizzata nel 1654. L'Abbazia di San Michele Arcangelo custodisce al suo interno un ricco corredo di statue lignee e tele di scuola napoletana che contribuiscono ad aumentarne il pregio e la bellezza.
Ancora oggi, nonostante si presenti nelle sue forme contemporanee, il Santuario Diocesano San Michele Arcangelo è un luogo di culto fortemente legato alle tradizioni locali: esso attrae e raduna a sé un'intera comunità, in occasione delle principali festività religiose.
I due campanili conservano un interessante concerto di 5 campane, di cui le tre grandi a slancio sono state fuse dalla Fonderia Marinelli tra la fine del sec. XX e l'inizio del sec. XXI. Le due piccole campane dell'orologio sono invece le uniche sopravvissute al crollo della vecchia chiesa, fuse da diverse famiglie santangiolesi.
Un forte ringraziamento a Don Alberico per l'accoglienza e la disponibilità, e a Pompeo per l'aiuto nel censimento delle campane del paese e per la bellissima giornata passata insieme.
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Si consiglia la visione del video alla qualità massima disponibile e l'ascolto dell'audio tramite auricolari o cuffie. Prima di riutilizzare i dati pubblicati nei censimenti si ricorda di chiedere l'autorizzazione al sottoscritto.