Nobody knows the trouble i've seen
Maurizio ANGELO
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Nobody knows the trouble i've seen
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Maurizio ANGELO
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Per prima cosa, ringrazio il grandissimo amico Jimmy di Barberino del Mugello che ha costruito magistralmente questo autentico gioiello di banjo long neck, un vero piacere per l'occhio e per l'orecchio.
Se ci soffermassimo a considerare lo straordinario contributo alla cultura e all'arte universali, dato da un popolo mantenuto in miseria, in schiavitù, privo di diritti e di istruzione, angariato come nessun altro, ci sarebbe da restare meravigliati. La gente afroamericana, infatti, ha tirato fuori dal nulla e regalato a tutta l'umanità doni come il blues, gli spirituals, il jazz... come più grigio e povero sarebbe il nostro mondo senza quei preziosi regali, provenienti dal cuore e dall'anima stessi di una gente costretta a sopravvivere in situazioni di sofferenza indicibile!
Una delle gemme dell'inestimabile tesoro degli spirituals è proprio il brano in oggetto, sicuramente nato nell'epoca della schiavitù del popolo nero e pubblicato solo nella seconda metà dell'800. Gli autori di tali capolavori sono, naturalmente, ignoti e probabilmente sono il prodotto di un'elaborazione continuata nel tempo e collettiva.
Come siano potuti venire canti così ispirati e poetici da persone impegnate in una quotidiana lotta per la sopravvivenza, che certo non sapevano nè leggere nè scrivere, men che meno la musica, è davvero stupefacente.
Di solito questo specifico spiritual è associato al grande trobettista Louis Armstrong ma le interpretazioni, o di un singolo vocalist, di un gruppo o anche solo strumentali, sono sterminate.
Forse parrà una contraddizione ma la mia versione preferita è quella dei Brothers four che più bianchi e yankees di così si muore, eppure, secondo la mia sensibilità, hanno saputo rendere bene il senso di questo pezzo, mettendone in evidenza l'estrema semplicità e contemporaneamente la profondità.
Mi rendo conto di farne quasi una ninna nanna ma non credo che stoni con lo spirito e il significato di questo grande spiritual. Immagino una di quelle "floride" nannies, col grembiule e il fazzoletto sul capo (forse l'immagine viene da film come Via col vento et similia) che sussurra questa canzone a qualche piccino per addormentarlo.
Il piccolo non può capire il dolore e la sofferenza insiti nelle parole ma sicuramente percepirà la speranza e l'orgoglio di una gente che anela ad una vita migliore e libera.