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Interrogatorio CULT Alberto Biggiogero integrale + chiamata 118 + Bookmarks. Caso Uva

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Interrogatorio CULT Alberto Biggiogero integrale + chiamata 118 + Bookmarks. Caso Uva

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00:00 - Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero quella notte 00:40 - La chiamata di Biggiogero al 118 02:52 - Alberto Biggiogero uccide il padre 05:00 - Interrogatorio Biggiogero 05:47 - Professione? 08:13 - Il bicchiere d'acqua 15:49 - La denuncia di Biggiogero e gli atti + GAG 20:49 - Titolo di studio e differenza tra oggettivo e soggettivo 23:25 - L'alcool quella sera 26:59 - La PATENTE 32:03 - La COMBO alcool + medicine 46:25 - Non combaciano tempi dichiarati nella denuncia 01:01:37 - Ha scritto lei questa denuncia? Posso leggerla? No! 01:11:50 - Quante volte è stato intervistato ed a dichiarato il FALSO? 01:13:27 - Lo stato di Uva nella denuncia, 01:22:40 - Bugie o Verità? 01:28:59 - Dichiarazioni in denuncia non corrispondono 01:41:08 - Il carabiniere della volante e la telefonata al 118 01:55:48 - CONTENSTA QUESTE ricostruzioni dei fatti? 02:03:24 - BORDERLINE 02:10:35 - Lucia Uva e l'amore fraterno 02:15:54 - Giuseppe Uva dormiva a casa sua? 02:27:39 - Quali droghe assumeva Giuseppe Uva? 02:29:36 - Le condizioni igieniche di Giuseppe Uva 02:40:54 - Il verbale stracciato e le percosse 02:50:23 - Brigadiere Dalbosco. I pugni e calci 03:01:00 - Corpo tumefatto e occultamento staff ambulanza? 03:10:41 - Le foto in obitorio e le macchie ipostatiche 03:16:38 - BUGIE? 03:23:34 - PENNA E FOGLIO! Il 14 giugno 2008 due amici, Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero, dopo aver bevuto e fumato, stanno compiendo dei vandalismi tra via Dandolo e piazza 26 maggio nel centro di Varese. Alcuni residenti chiamano i carabinieri. Una pattuglia ferma i due uomini; arriva una volante della polizia chiamata in appoggio e i due vengono identificati e portati in caserma alle 3 e 45. Secondo la denuncia di Biggiogero, uno dei carabinieri, disse: “ Uva, proprio te stanotte cercavo, questa non te la faccio passare liscia”. Durante la permanenza al comando di via Saffi, Bigioggero sente urlare l’amico che si trova in un’altra stanza, Alchè chiama il 118 . Poco dopo, i carabinieri stessi chiamano la guardia medica che arriva alle 4 e 11 minuti. C’è un medico, Augustine Noubissiè, che non riesce a calmare il paziente. Dopo diversi tentativi richiede il TSO. Arriva un’altra ambulanza alle 5 e 16 e un altro medico con personale del 118. Tutti i medici negano che sia stato picchiato. Alle 5 e 41 l’ambulanza arriva in ospedale a Varese. Uva viene accettato al pronto soccorso, gli vengono fatti esami e somministrati dei calmanti. Viene portato dopo le 8 in psichiatria, dove muore intorno alle 10 di mattina. La procura di Varese ipotizza inizialmente un errore medico e indaga 3 sanitari per aver somministrato dosi errate di farmaci a un uomo con un tasso etilico fuori norma. Il giudice fa riesumare il cadavere e viene fatta una perizia. Alla fine i medici vengono tutti assolti dal tribunale. Una seconda inchiesta coinvolge i 2 carabinieri e i 6 poliziotti presenti quella notte in caserma. I Pm chiedono l’archiviazione, ma il Gip ordina l’imputazione coatta. La corte d’assise li assolve. Durante il processo Alberto Biggiogero si contraddice diverse volte. L’uomo è Borderline, dipendente da alcool, droghe, farmaci e, dopo la fine del processo, il 15 febbraio del 2017, uccide il padre Ferruccio Biggiogero, a sua volta testimone, con una serie di coltellate dopo un litigio nella loro abitazione di Varese. Il padre possedeva due appartamenti uno sopra l’altro. Quello al piano terra dove viveva Alberto Uva per un periodo E quello al primo piano dove risiedeva l'intera famiglia. E qui s'è consumato il delitto. E' lo stesso Alberto a chiamare il 118: quando i medici sono arrivati non c’era più nulla da fare. Biggiogero è stato arrestato e portato in carcere a Varese. Come emerge da quest'interrogatorio, Biggiogero dichiara d'assere affetto da disturbo della personalità Borderline e di aver abusato, almeno in un passato prossimo, di alcol e stupefacenti. Dichiara di essersi disintossicato anche da quei farmaci che invece di curarlo, alla lunga lo stavano rovinando. Sembra che Alberto attribuisse al padre le cause dei propri disagi. Questo mix di fattori avrebbe portato al delitto d'impeto. Alberto Biggiogero viene condannato a 11 anni di carcere, più di tre di misura di sicurezza in una casa di cura. Nel corso del processo è stata data lettura di una lettera inviata dai parenti in cui, pur condannando il gesto di Alberto Biggiogero, si scrive che esso “va compreso. Le sue radici affondano nei tanti gesti dolorosi che hanno costellato la sua vita al punto da rendergliela, in più di un’occasione, del tutto intollerabile”. “Il gesto compiuto SEPPUR certamente deplorevole è frutto, si legge, non di cattiveria ma derivante dal più profondo dei disagi iniziati fin da quando era adolescente e a causa del quale ha trovato rifugio in alcol e droga, ma il suo carattere è sempre stato buono e mite”. La lettera è firmata dal fratello e dalla zia di Alberto. #ungiornoinpretura #biggiogero #giuseppeuva