Andrea Mammoli: "Il doping non è solo nel bodybuilding, ma da noi si vede. C'è un prezzo da pagare"
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Andrea Mammoli a Fanpage.it ha raccontato la sua vita da bodybuilder: è arrivato decimo all'Olympia 2026 nella categoria Men's Classic Physique. Circa 10 anni fa è entrato in questo modo: "Ho iniziato ad allenarmi nei parchi. Volevo andare in palestra, ma non avevo la disponibilità economica per farlo. Da lì sono arrivato a toccare livelli che credevo possibili solo come un sogno. Non avrei mai immaginato che realmente sarei riuscito a fare tutto questo". Davanti a sé ha un anno di duro lavoro, perché si è già classificato all'Olympia 2027. La sua vita da atleta professionista richiede disciplina, rigore, rinunce e sacrifici: "Quando diventa il tuo lavoro, tutta la giornata ruota intorno a quello. Attualmente io mi alleno circa cinque volte a settimana per non più di un'ora e mezza o due. Quindi in realtà è tutto quello che fai poi fuori dalla sala, che fa la differenza". Allenamento ma non solo. Ci sono l'alimentazione (senza sgarri), la genetica ha un suo ruolo: e in questo equilibrio rientrano anche i farmaci: "Quando si parla di IFBB Pro League, quindi gli show da professionista che ti portano all'Olympia, tutti li usano. Devi essere disposto ad accettare il rischio". Lui lo ha accettato: "Non voglio vivere di rimpianti".