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“Mi credevo un malato mentale: 13 anni di mutismo e cocaina” | Con Simone

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“Mi credevo un malato mentale: 13 anni di mutismo e cocaina” | Con Simone

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📘 Scarica il Kit di autocontrollo StandUpWay: ⁠https://news.standupway.it/kit-nel-faro⁠ 📱 Registrati gratuitamente nell’app StandUpWay: ⁠https://user.standupway.it/registrati Fin dall'età di sei anni, Simone si è chiuso in un profondo mutismo, convinto da episodi traumatici e giudizi scolastici di essere nato con un grave deficit mentale. Per anni ha vissuto nel silenzio e nella vergogna, trovando nella co***na e nel cr**k l'unico anestetico capace di spegnere il suo dolore interiore. Un isolamento durato oltre un decennio, passato chiuso nella propria camera tra paranoie estreme, allucinazioni e rabbia verso la famiglia, prima di trovare la forza di rompere il silenzio e chiedere aiuto. In questo episodio Simone si racconta parlandoci di: Il trauma del silenzio: L'episodio scioccante vissuto all'asilo e le parole di una maestra che lo hanno convinto di non poter memorizzare o apprendere, spingendolo a chiudere il cuore e a smettere di comunicare. L'anestetico delle sostanze: L'avvicinamento al mondo delle droghe in adolescenza nel disperato tentativo di elemosinare affetto, sentirsi accettato e spegnere il proprio senso di inadeguatezza. Il fondo del baratro e la paranoia: I tredici anni passati senza lavorare, sfruttando e incolpando i genitori dei propri fallimenti, fino ad arrivare a rubare i ricordi più cari della madre per comprare il crack, consumato di nascosto tra deliri e manie di persecuzione. La caduta delle illusioni: L'ingresso in comunità a San Patrignano e la scoperta folgorante di non avere alcun limite cognitivo, riuscendo finalmente a studiare e a prendere la licenza media. La rinascita e la nuova missione: Il percorso di introspezione successivo alla comunità, lo studio della meditazione e la trasformazione in terapeuta, per donare oggi agli altri quella voce e quell'ascolto che a lui sono mancati per una vita intera. Una testimonianza profonda e toccante, che ci ricorda come i traumi dell'infanzia possano creare gabbie invisibili, ma anche che non è mai troppo tardi per ritrovare la propria voce e trasformare il dolore in una missione per aiutare gli altri. 🎧 Ascolta l'episodio completo anche su Spotify 🔴 Se questo contenuto ti è piaciuto: iscriviti al canale, lascia un commento e condividilo.