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Bordighera | Light Above Frames | Luoghi, paesaggi, italiani raccontati dall'alto

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Bordighera | Light Above Frames | Luoghi, paesaggi, italiani raccontati dall'alto

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Bordighera vista dall’alto, attraverso le luci, il movimento e la prospettiva del volo, altro modo di vedere un paesaggio apparso stupefacente ed unico anche agli occhi di un'artista come CLAUDE MONET. Bordighera: la città dei palmizi, degli inglesi e dei pittori LIGHT ABOVE FRAMES Bordighera, sulla Riviera ligure di Ponente, al confine con la Francia, è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per nascondere storie sorprendenti. Oggi la conosciamo per le palme, le ville eleganti, il mare e il clima mite. Ma dietro questa immagine da località di villeggiatura c'è una storia fatta di pirati, antichi villaggi, artisti innamorati della luce mediterranea e viaggiatori inglesi che cambiarono per sempre il destino della città. La cosa curiosa è che Bordighera è diventata famosa ben oltre i suoi confini soprattutto grazie a persone arrivate da fuori, che si innamorarono del suo paesaggio e contribuirono a trasformarla. 1. Le origini: un borgo arroccato per difendersi dal mare Per capire Bordighera bisogna salire nella parte più antica, Bordighera Alta,    • Occhi sui tetti e dai tetti racconta Bordi...   con i suoi vicoli stretti, le scalinate, gli archi di pietra e le case addossate le une alle altre. Il nucleo medievale nacque nel Quattrocento, quando gli abitanti della zona si organizzarono in un insediamento fortificato sulla collina. La posizione rialzata permetteva di controllare il territorio e di proteggersi dalle incursioni provenienti dal mare, una minaccia concreta per molti borghi costieri liguri. Il 2 settembre 1470 è la data tradizionalmente associata alla fondazione del borgo di Bordighera: gli abitanti di piccoli insediamenti vicini si riunirono per dare vita a una comunità più organizzata. Un aneddoto: passeggiando nei carrugi del centro storico, si capisce perché le strade siano così strette e tortuose. Non erano state progettate per passeggiare comodamente, ma per adattarsi alla collina, sfruttare ogni metro disponibile e rendere il borgo più difendibile. In certi punti sembra quasi di entrare in un labirinto di pietra. E poi c'è un contrasto affascinante: per secoli il paese si è sviluppato verso l'interno, sulla collina; solo molto più tardi il lungomare sarebbe diventato il simbolo della città moderna. 2. L'Ottocento: quando arrivarono gli inglesi La grande svolta arrivò nell'Ottocento. Bordighera era ancora un piccolo centro ligure, legato alla pesca, all'agricoltura e alla coltivazione degli ulivi e degli agrumi. Poi cominciò ad attirare viaggiatori stranieri, soprattutto britannici, conquistati dal clima mite e dalla vegetazione rigogliosa. Un ruolo importante lo ebbe anche la letteratura: il romanzo Il Dottor Antonio di Giovanni Ruffini contribuì a far conoscere questa parte della Riviera al pubblico inglese. Poco alla volta nacque una vera colonia britannica, con alberghi eleganti, ville, circoli culturali, attività commerciali e perfino un giornale in lingua inglese. L'aneddoto che sembra uscito da un romanzo: gli inglesi non venivano soltanto a trascorrere qualche settimana di vacanza. Alcuni si stabilivano qui per mesi, soprattutto durante l'inverno, portando con sé abitudini e rituali della loro patria. A Bordighera si poteva prendere il tè, partecipare a concerti e frequentare circoli sociali secondo le consuetudini britanniche, mentre fuori fiorivano gli aranci e crescevano le palme. 3. Claude Monet e la luce impossibile da dipingere Questa è forse la storia più bella di Bordighera. Nel gennaio del 1884 arrivò in città Claude Monet, uno dei grandi protagonisti dell'Impressionismo. Aveva già una carriera importante, ma il paesaggio ligure lo colpì profondamente. Rimase circa undici settimane, fino all'inizio di aprile, dipingendo palme, giardini, montagne, mare e vegetazione mediterranea. Il suo soggiorno fu intensissimo: la luce cambiava continuamente, i colori erano vivaci e il paesaggio gli offriva combinazioni che non aveva incontrato nello stesso modo altrove. Monet era entusiasta, ma anche tormentato dalla difficoltà di rendere sulla tela ciò che vedeva. In una lettera al suo mercante d'arte si lamentò di non riuscire a dipingere gli aranci e i limoni contro il mare azzurro come avrebbe voluto. Il blu del mare e del cielo gli sembrava quasi impossibile da riprodurre. Pensaci: uno dei più grandi pittori della storia, davanti al mare di Bordighera, che si sente sconfitto dai colori! In quel soggiorno realizzò decine di tele, alcune delle quali sono oggi conservate in importanti collezioni museali. Il bello è che, passeggiando oggi tra le palme e i giardini della città, si può ancora provare a immaginare ciò che vedeva Monet: non semplicemente un panorama, ma un'esplosione di luce, ombre e colori sempre diversi. Benvenuti su Light Above Frames, un canale dedicato alle riprese aeree e non. . Light Above Frames — Guarda il mondo da un'altra prospettiva. #Bordighera #Liguria #ClaudeMonet #DroneFootage #LightAboveFrames