soffitta
Federico Romani
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soffitta
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Federico Romani
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dicono la rivoluzione si fa giù nelle piazze,
ma noi siamo troppo pigri e meschini.
beh come noi cè chi la rivoluzione la fa in soffitta con una decina di amici, un paio di birre calde e l'amaro in offerta.
cè chi si sente solo e invece di parlare lo dice suonando un poʻ di pezzi tristi agli amici la sera.
l'espressione erratica di emozioni non ben precise che parte dal dito sulla tastiera, passa attraverso la chitarra e la scheda audio e infine esce dall'ampli vecchio come mio padre.
poi dopotutto le parole cantate sottovoce contano poco, sono più le pennate fuoritempo che dai quando sai che tutti stanno ascoltando.
c'è chi la rivoluzione la fa in silenzio.
quando non pensi ad altro che ad andare via, perche le cose brutte sono troppe e quelle belle troppo difficili.
quando pensi che forse un poʻ ti dispiace pure di lasciare tutti qua indietro, che sei egoista che pensi solo a te e a te stesso. che forse sarebbe meglio accontentarsi e lasciare le cose così come stanno.
che forse la rivoluzione non va fatta a tutti i costi. che ci si pottebbe adagiare, accontentare.
che stupidi bambini insolenti.
cè chi pensa che il casino rimane comunque o che non ci sia mai stato.
c'è chi già dorme quando bisogna mettere tutto apposto. quando la mattina dopo ti svegli e la casa non aspetta d'essere ripulita dai nostri capricci infantili della sera prima.
Non appena le prime sfumature d'arancio baciano le tende della soffitta la smania rivoluzionaria sbiadisce insieme al buio,
C'è chi già dorme e chi invece fuma ancora sulle scale.
Cercare di abbandonarsi alla stabilità di questa vita monotona, di non necessitare un cambiamento, di errivare a non volere più una rivoluzione.
Ecco cosa cerca chi fuma ancora sulle scale.
In bocca intanto il dentifricio fa a cazzotti col tabacco, più giù la creatività combatte con la sopravvivenza
Penso forse è meglio rientrare e andare a dormire, forse è meglio rientrare e non uscire mai più, nemmeno sulle scale, nemmeno a fumare, nemmeno con tutti voi che mi aspettate.
c'è chi pensa che forse sarebbe meglio non uscire più nemmeno per cercare di correrevia, per andarsi a prendere quella vita lontana, quel futuro incerto che aspetta solo noi per sgretolarsi
c'è chi pensa che un ultima sigaretta prima di andare a letto sia una buona idea
E che pure col naso che cola, e la gola grattata, pure con I bicchieri per terra e lo stereo a palla, pure che se ne sono andati via quasi tutti dalla soffitta, che in fin fine ci si potrebbe provare comunque. Che ormai non me ne rimane nulla degli sguardi illusi e ingannevoli nel buio epilettico delle discoteche.
Che forse se mi ci metto si potrebbe puntare a qualcosa di meno scontato per quest'inverno
La soffitta mi aspetta, con la bava alla bocca e lo schifo per terra
ma l'aspirapolvere pesa e adesso non mi va, la testa pure la sistemo domani
State sicuri invece che stasera, sempre per le 10 e mezza, che tanto poi fate tutti ritardo
Rifacciamo la rivoluzione
Sempre qua, in soffitta da me
Sempre e pursempre noi