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Protesta docenti in Alto Adige: stop a gite, stipendi e carenza di personale | I Protagonisti

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Protesta docenti in Alto Adige: stop a gite, stipendi e carenza di personale | I Protagonisti

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Nella nuova puntata di Orizzonte Scuola – I Protagonisti raccontiamo la mobilitazione degli insegnanti dell’Alto Adige insieme ad Andrea Perger e Rodolfo Razi, due docenti che ripercorrono la nascita della protesta, le ragioni che hanno portato gli insegnanti a mobilitarsi, le iniziative adottate e i risultati raggiunti fino a oggi. La protesta nasce dopo anni nei quali, spiegano gli ospiti, le difficoltà della scuola sono diventate progressivamente più evidenti. La carenza di personale, la difficoltà di attirare e trattenere giovani insegnanti qualificati, il confronto con le condizioni lavorative offerte nei vicini Austria e Svizzera e il tema degli stipendi hanno alimentato un malessere che lettere, incontri e interlocuzioni con la politica non erano riusciti a risolvere. Andrea Perger sintetizza così il passaggio decisivo: “Siamo arrivati a un certo punto dove abbiamo detto che se la situazione è nota e non cambia nulla serve un po’ di pressione.” La mobilitazione è partita da due gruppi sorti in Val Venosta e in Val Pusteria, che successivamente si sono messi in contatto e hanno cominciato a coordinarsi. La discussione si è quindi allargata alle scuole e ai collegi docenti, fino alla scelta di utilizzare come forma di protesta la sospensione di una parte delle attività aggiuntive: gite, viaggi, interventi di esperti esterni e altre iniziative che richiedono un impegno ulteriore degli insegnanti. Rodolfo Razi precisa però che questo non ha significato interrompere l’attività didattica né smettere di lavorare. Molte iniziative sono continuate e alcuni viaggi sono stati realizzati con modalità differenti. Il messaggio della protesta era piuttosto quello di rendere visibile quanto del funzionamento quotidiano e dell’offerta delle scuole dipenda dalla disponibilità dei docenti a farsi carico di attività che vanno oltre l’insegnamento ordinario. La mobilitazione non si è fermata all’interno degli istituti. Gli insegnanti hanno cercato interlocuzioni con sindacati, politica, famiglie e opinione pubblica, costruendo quella che Perger definisce una vera e propria rete per la scuola. *“Solo non fare le gite non serve a niente. Ci serviva quella attenzione pubblica che poi ci ha portato avanti anche ai risultati”*, spiega. Ed è proprio l’attenzione pubblica uno dei primi risultati rivendicati dagli ospiti. Secondo Perger, essere riusciti a far discutere dell’istruzione e del valore del sistema scolastico rappresenta già un cambiamento importante, perché dal riconoscimento del ruolo della scuola discendono anche le decisioni sugli stipendi, sul personale e sulle risorse necessarie per affrontare le esigenze degli studenti. Durante l’intervista si parla anche dei primi interventi messi in campo, tra i quali un nuovo percorso di formazione per gli insegnanti destinati all’integrazione, realizzato con la collaborazione dell’Università di Bolzano. Una risposta considerata importante in un momento nel quale, sottolineano gli ospiti, le scuole incontrano sempre maggiori necessità e faticano a trovare personale adeguatamente formato. Rimane poi il grande tema della carenza di docenti. Nella puntata viene richiamata una situazione caratterizzata da oltre duemila posti vacanti nella provincia, dei quali più di mille ancora da coprire. Perger e Razi collegano il fenomeno soprattutto alla difficoltà di rendere attrattiva la professione. Giovani che si formano fuori dall’Alto Adige possono decidere di non tornare; altri rientrano ma successivamente scelgono di cambiare lavoro o di trasferirsi nuovamente all’estero. Nel bilancio finale, entrambi difendono il metodo scelto. Gli insegnanti hanno continuato a svolgere il proprio lavoro, mantenendo l’attività didattica e costruendo nel frattempo una rete che ha messo in contatto scuole, territori e gruppi linguistici differenti. Una rete che, nelle loro intenzioni, potrà continuare a essere utilizzata anche in futuro. Una puntata di Orizzonte Scuola – I Protagonisti dedicata quindi non soltanto alla protesta degli insegnanti dell’Alto Adige, ma a una questione più ampia: quanto un territorio è disposto a investire sulla scuola, sulla professionalità dei docenti e sulla formazione delle nuove generazioni.