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VEROFALSO - I LIBRI

albertoesse100

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VEROFALSO - I LIBRI

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albertoesse100
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Da martedì 1 settembre a sabato 12 settembre con inaugurazione martedì 1 settembre alle ore 17,30 si è tenuta la mostra VEROFALSO allo Spazio Mostre della Biblioteca Passerini Landi di Piacenza con la collaborazione della Biblioteca Civica, il Patrocinio del Comune di Piacenza e la curatela del Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte. Le opere sono creazioni dagli artisti Alberto Esse e Valerio Spagnoli. * La mostra “VEROFALSO” presenta 17 opere dei principali maestri dell’Arte Contemporanea mondiale Picasso, Kline, Man Ray, Duchamp, Banksy, Bot, Manzoni, De Dominicis, Munari, Penone, Koshut, Koons, Oldemburg, Burri, Pollok, Rotella, Isgrò: per i nomi presenti potremmo annoverare questa mostra d’arte tra le più importanti mai fatte a Piacenza se... se non si trattasse di opere dichiaratamente FALSE anche se allo stesso tempo indubbiamente AUTENTICHE. Sono false giuridicamente perché gli autori citati non hanno mai fatto e firmato queste opere anche se sul piano espressivo e stilistico potrebbero essere loro. Autentiche perché non si tratta di copie di opere esistenti ma di reinvenzioni creative o di appropriazioni degli autori Alberto Esse e Valerio Spagnoli. La mostra introduce un tema cruciale nell’arte contemporanea, quello del FALSO nelle sue diverse declinazioni. Secondo stime attendibili di Thomas Hoving (ex direttore del MOMA di New York) del Fine Art Expert Istitute di Ginevra dei carabinieri del nucleo TCP (ed altri) sono false dal 40% fino al 70% delle opere d’arte contemporanea presenti nei Musei, nelle Collezioni, nelle Gallerie, nelle Fiere ecc. Un fenomeno di dimensioni tali da richiedere una seria riflessione sullo stato dell’attuale Sistema dell’Arte di mercato Finanziario. Il secondo aspetto più attinente alla mostra VEROFALSO è la questione dell’ ”Aura” dell’opera d’arte che più spesso ha motivazioni commerciali e mercantili che artistiche. Una problematica già presente nel fondamentale saggio di Walter Benjamin “L’opera d’arte al tempo della sua riproducibilità tecnica”. Il terzo aspetto di carattere più culturale e sociale è l’enorme difficoltà per il fruitore nei media e in particolare nei Social attuali a distinguere oggi tra ciò che è realtà reale e realtà virtuale, tra messaggio vero e messaggio falso. Una realtà magistralmente tratteggiata nel film “F come Falso” di Orson Welles. Questa difficoltà è oggi aggravata dall’uso massiccio della AI capace di generare contenuti, foto e video anche del tutto falsi ma al tempo stesso altamente realistici. Nel campo dell’arte l’AI è in grado di riprodurre facilmente opere riconducibile per stile e fattura a grandi autori ma non è in grado di farlo in modo creativo. Per questo le opere qui presenti sono rigorosamente “ AI FREE.” L’unico antidoto a tutto ciò è lo sviluppo da parte del fruitore di un’autonoma, autentica e attenta capacità di lettura critica che la mostra intende stimolare con gli strumenti stessi dell’arte. Delle cinque appropriazioni urbane ci sono cinque video fruibili attraverso il relativo Codice QR